“Il Cavallo Parlante”

Categoria: Un nuovo ponte

“Il Cavallo parlante” questo il nome del centro di aggregazione per bambini dai 6 ai 14 anni finanziato dal Comune di Perugia e gestito dalla Cooperativa sociale L.A.S.C.I.I.A. in collaborazione con la VI Circoscrizione.

Una risorsa importante per il territorio poiché costituisce un punto di riferimento per tante famiglie italiane e non, per le quali l’organizzazione del tempo libero dei propri figli è una questione prioritaria magari perchè gli impegni lavorativi non permettono di avere tutti i pomeriggi liberi e per questo si sentono più tranquilli sapendo i propri bambini in una struttura di qualità.

Il centro è interamente gratuito e gestisce una media di venti bambini dai 6 ai 14 anni la metà dei quali sono stranieri:

“Quello della VI Circoscrizione è un territorio molto vasto ed eterogeneo – spiega Paola Capuani, responsabile del settore – ci sono molti nuclei familiari che provengono da molteplici paesi e anche per questo si è sentita l’esigenza di costruire un punto di aggregazione che coadiuvasse la funzione educativa della scuola.

Il nostro però è un lavoro “in rete” che svolgiamo in perfetta sincronia con il distretto sanitario, la scuola e la Circoscrizione; insieme abbiamo analizzato il territorio e ci siamo domandati di cosa ci fosse bisogno e le modalità con cui realizzarlo così abbiamo progettato questo intervento”.

Le attività del centro si sviluppano nel seguente modo: la prima parte del pomeriggio è impegnata nel sostegno scolastico, cioè i bambini svolgono i compiti con l’ausilio degli operatori che seguono in modo particolare quelli stranieri che hanno maggiori difficoltà con la lingua italiana, mentre la seconda parte è dedicata ad attività grafiche, pittoriche, alla manipolazione, al gioco e all’educazione ambientale.

Queste attività – afferma Capuani – hanno l’obiettivo d’incidere sulla formazione dei ragazzi e sulla loro capacità progettuale educandoli al rispetto, alla responsabilità, alla continuità all’ordine e alla creatività.

sono attività che li abituano a lavorare con un’idea in mente che permettendogli di realizzare piccole o grandi cose coinvolgendo una molteplicità di linguaggi: tattili, visivo, corporeo…” .

Il tempo dedicato al gioco si suddivide in giochi liberi e strutturati “che sviluppano – prosegue – la loro capacità di muoversi nell’ambiente, di adattarsi al ruolo, all’impegno fisico e motorio e la collaborazione con i compagni”.

I bambini utilizzano per esprimersi tanti materiali diversi: dal miele, alla farina, alla pasta, al gesso e ai materiali di riciclo, partecipano a laboratori teatrali e quando il tempo lo permette giocano o svolgono attività sportive all’aria aperta sfruttando l’area verde antistante il C.V.A. oppure il Bosco Didattico.

Tutto questo sotto la sapiente guida di tre operatori, ognuno dei quali ha una professionalità specifica in base al ruolo che svolge: Cristiano Schiavolini si occupa del percorso grafico e pittorico, Anna Maria Romano del sostegno scolastico e Paola Bistocchi dell’adeguato inserimento dei bambini disabili e della compilazione degli strumenti.

Motivo di orgoglio per gli educatori del centro è l’inserimento dei bambini disabili: per loro sono previste delle progettualità speciali, ogni bambino infatti è accompagnato da un operatore di riferimento, e non vengono isolati ma inseriti all’interno di gruppi di lavoro a seconda della gravità della loro disabilità.

L’attività del centro è organizzata durante l’anno con i seguenti orari: nel periodo invernale il centro è aperto dalle 15.30 alle 18.30, nel periodo primaverile il centro è aperto dalle 15.30 alle 18.30, nel periodo primaverile dalle 16.00 alle 19.00. L’attività però non s’interrompe in giugno quando il centro cambia semplicemente “pelle”(il numero degli operatori, dei ragazzi e delle attività si moltiplica) e si trasforma in un centro estivo.

“Cerchiamo con il nostro lavoro – conclude Capuani – di contribuire allo sviluppo armonico dei bambini attraverso la progettazione di percorsi che loro affrontano con entusiasmo e di cui alla fine apprezzano i risultati. Tutto questo senza

avanzare la pretesa di sostituirci a chissà quale agenzia educativa, ma cercando di offrire modelli di coerenza e di continuità che possano contribuire alla formazione della loro personalità”

(Articolo di Chiara Manfredini – da “Il Corriere dell’Umbria” – 18, Ottobre, 2002)