A Sabbione nasce il Forno Solidale
Categoria: Un nuovo ponte

Nella foto: i detenuti panificatori, che hanno seguito in carcere un apposito corso di formazione. I prodotti tra cui anche biscotti e crostate, sono destinati anche al mercato esterno al carcere di Sabbione.
Nei giorni scorsi, tutti i giornali regionali hanno dedicato uno spazio alla panetteria nata per favorire il reinserimento dei detenuti del carcere di Sabbione. Qui mostriamo gli articoli del Venerdi di Repubblica e del Messaggero.
Il pane doc che viene dal carcere
Hanno cominciato con i biscotti. Al cioccolato e con le mandorle. Poi hanno sfornato ciambelle, crostate, pizze, focacce e grissini. Fra un pò venderanno il loro pane alle mense scolastiche e negli ospedali. E’ una piccola grande impresa quella che hanno messo su là dentro, oltre le sbarre. Il corso l’hanno fatto in quattordici, poi i “mastri panificatori” della casa circondariale di Terni sono diventati quattro, tutti soci della Gulliver, la cooperativa che commercializza all’esterno tutti il loro prodotti. “E il sindaco Paolo Raffaelli adesso sta inserendo anche noi nel circuito del pane doc di Terni” annuncia Francesco Dell’Aira, direttore del penitenziario umbro, 360 detenuti prima dell’indulto e quasi 160 oggi, compreso il boss dei bosso Bernardo Provenzano.
Ma la fama di quel carcere non viene certo dall’”illustre” ospite di Corleone, quanto piuttosto dalla voglia di fare di tutti gli altri.
Avevano iniziato quasi per scommessa lo scorso Natale portando il pane in Cattedrale al vescovo, poi ecco l’ieda di aprire “Forno Solidale”. Trovato uno spazio di 150 metri quadri e arrivate le attrezzature, l’avventura è partita. Ed è solo la più recente. Fra qualche mese poi i detenuti di Terni, dopo il pane, produrranno anche energia. Al Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, anno scelto tre carceri per il nuovo progetto. Uno al Nord (Torino), uno al Sud (Taranto) e uno al centro dell’Italia – Terni appunto – per installare pannelli solari negli istituti carcerari. I finanziamenti provengono dal Ministero di Grazia e Giustizia e dal Mnistero dell’Ambiente, i corsi professionali per quindici detenuti di Terni saranno a carico della Regione Umbria.
Tratto da “Il Venerdì di Repubblica”
L’odore del pane invade Sabbione
L’odore del pane appena sfornato contrasta con il rumore sordo della porta blindata che si chiude alle spalle. Nei locali del Forno Solidale inaugurato all’interno del carcere di Temi, l’atmosfera è molto diversa da quella che solitamente si respira dietro le sbarre. Qui cinque detenuti hanno trovato il lavoro che li accompagnerà nel percorso individuale di ricostruzione. Si sono trasformati in panettieri e pasticceri grazie ai corsi di formazione professionale, finanziati dalla Provincia di Temi e gestiti dalla cooperativa sociale “Frontiera Lavoro” di Perugia. Al termine dell’attività formativa è stata costituita una cooperativa sociale di tipo B “Gulliver” che si occuperà della gestione e commercializzazione di pane e prodotti da forno e dell’accompagnamento al lavoro dei detenuti in prossimità della dimissione dall’istituto di pena.
Nel Forno Solidale i cinque detenuti, tre stranieri e due italiani, guidati da Luca Verdolini, Emanuela Fortunati e Andrea Pioppi, produrranno ogni giorno 500 chili di pane, prodotti da forno e biscotteria destinati al fabbisogno della popolazione reclusa a Sabbione o commissionati da aziende esterne del territorio regionale. Inaugurando l’impresa sociale nata in carcere, il direttore Francesco dell’Aira parla di un “sogno che si realizza, un sogno che punta alla ricostruzione del detenuto nel periodo in cui sta scontando la pena”. E annuncia altri due importanti progetti che hanno come protagonisti i reclusi: in carcere sorgerà la “Casa di fido”, una pensione per cani, e si lavorerà per realizzare la solarizzazione dell’istituto penitenziario.
All’inaugurazione del Forno Solidale è seguito il convegno su “L’indulto, un provvedimento di clemenza e un’occasione di ricostruzione” al quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco, Paolo Raffaelli, e gli assessori regionali alle Politiche Attive per il Lavoro, Maria Prodi e alle Politiche Sociali, Damiano Stufara. «Noi cerchiamo – ha detto Luca Verdolini, Amministratore Delegato della cooperativa “Gulliver” – di accompagnare le persone deboli, che da sole non hanno strumenti per realizzare i propri percorsi, a far sì che possano con successo trovare un’identità lavorativa e di conseguenza un maggior benessere personale». La possibilità di riscatto e di crescita si legge sul volto emozionato dei detenuti che lavorano nel Forno Solidale, che produrrà pane e speranza per un domani migliore.
Tratto da “Il Messaggero” dell’8 ottobre 2006
