La Moschea di Ponte Felcino

Categoria: Un nuovo ponte

La moschea di Ponte Felcino consiste in un paio di stanze coi pavimenti ricoperti da tappeti mediorientali. Lo stabile è lo stesso della USL, lungo via Mastrodicasa.

In realtà si tratterebbe della sede di un’associazione, la “Ibn Khaldoun”, ma i suoi iscritti, i suoi affiliati, la chiamano “moschea”, tour court.

“La preghiera è una componente fondamentale della nostra attività – dice Korchi Mustafa, uno dei leader dell’associazione – ma facciamo molte altre cose”.

Come accoglienza e consulenza per gli immigrati di religione musulmana, ad esempio. “Molti arrivano in Italia e non conoscono le leggi di questo Paese – continua – noi formiamo un appoggio importante, un punto di riferimento per ogni tipo di spiegazione e di consiglio”.

Mustafa è in Italia da 16 anni, 8 trascorsi a Perugia ed 8 a Ponte Felcino. Lavora come muratore in un’impresa edile, è sposato e pur essendo giovanissimo ha già tre figli.

L’idea di uno spazio comune in cui i musulmani del paese potessero riunirsi per la preghiera e per discutere risale a cinque anni fa.

Nel 2001, poi, la costituzione dell’associazione. “Che presto si trasformerà in onlus, e con un nome italiano, più accessibile”, ride Mustafa. Gli iscritti e i frequentatori della moschea provengono soprattutto dal Maghreb – proprio come lui, che è marocchino – ma ci sono anche mediorientali, centroafricani, albanesi.

In media, quotidianamente, non si superano i 30 frequentatori, ma in occasione delle feste consacrate, quando l’associazione prende in affitto locali più grandi come il CVA o l’Auditorium, si può arrivare anche a 200 o 300 persone.

In una realtà spesso dipinta come difficile proprio per le tante identità che in essa convivono, come è Ponte Felcino, la “Ibn Khaldoun” si sta impegnando intensamente per favorire l’integrazione degli arabo-musulmani e la conoscenza reciproca con gli autoctoni.

E per sostenere ulteriormente questo processo l’associazione, a partire dalla primavera, organizzerà degli incontri e dei dibattiti che toccheranno alcuni aspetti della cultura islamica.

Tratto da: “Il Giornale dell’Umbria” di Sabato 12 marzo 2005