L’Arte della Tessitura a mano

Categoria: Tradizioni

Il laboratorio di tessitura a mano “Intrecciamo i fili” di Ponte Felcino è ormai da due anni una realtà e un punto di riferimento per chiunque ami quest’arte antica che ancora oggi stimola la creatività e induce ad un relax attivo e coinvolgente.

Avvicinarsi a un antico telaio in funzione e imparare a utilizzarlo trasmette una gioia interiore che va oltre la semplice creatività. Come il ricamo e le altre “arti” manuali un tempo affidate alle sole donne, se praticato con cura e assiduità è non solo un modo per socializzare e rilassarsi dalle preoccupazioni quotidiane, ma può divenire addirittura terapeutico. Quella che una volta era un’occupazione invernale delle donne contadine, che provvedevano in questo modo a tutti i bisogni “tessili” della famiglia (dalle lenzuola alla biancheria) utilizzando fibre naturali, come la canapa e il cotone che in molti casi coloravano da sole, ora può esserre fonte di un sano riappropriarsi di una manualità creativa e ricca di storia, di un fare a misura di sè.

Il progetto-laboratorio permanente interculturale e gratuito di tessitura a mano, allestito presso i locali della scuola media Bonazzi-Lilli di Ponte Felcino, è il frutto dell’impegno di alcuni appassionati tessitori, quasi tutti ex lavoratori del “Lanificio” di Ponte Felcino, primo fra tutti Gervasio Ragni e Anna Maria Bianchi, coordinati da un’insegnante della stessa scuola, Sandra Colazza, con l’aiuto della Preside, Paola Avorio, della Proloco di Ponte Felcino, nella persona della sua Presidente Adelia Bovini, e del Comune di Perugia.

Dal 2009 il lavoro volontario di tutti ha sostenuto tre momenti di apertura settimanali, una mattina, un pomeriggio e una sera, mettendo a disposizione gratuitamente un sapere che ci preme non vada perduto per l’alto contenuto sociale, culturale, di riscoperta e conoscenza per i giovani di un passato sempre utile da cui attingere per nuovo “sapere fare”.

Esposizioni di telai e dimostrazioni pratiche sono state organizzate in molte feste paesane del territorio, dove la gente ha potuto conoscere e apprezzare questa antica arte. Molti si ricordano con nostalgia delle mamme e delle nonne intente a tessere, e volentieri raccontano le loro storie. Raccogliere i saperi e le testimonianze di chi ancora ricorda è un’altra importante azione di questi operosi artigiani del telaio inseriti nel Progetto dell’Ecomunseo del fiume Tevere che ha tra i suoi obiettivi l’allestimento di un Museo del Tessile proprio a Ponte Felcino, dove tutto il paese, in anni di lavoro, ha contribuito a vestire con magnifici tessuti tante generazioni sia in Italia che all’estero.

Quest’anno ricorrono i 150 anni dell’apertura del Lanificio, una delle più significative realtà imprenditoriali che hanno sostenuto l’economia della nostra città: una rinnovata attenzione alla tessitura, che può essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria arte, coadiuvata dal recupero di antichi telai, è sicuramente il tributo più importante che i cittadini e le istituzioni possono concedere attraverso iniziativie, lavoratori e momenti comunitari che ne ripercorrano la storia, l’utilità, l’azione e la portata culturale.

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Calda, morbida, colorata lana…
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