Gita dei tre Ponti

Categoria: Tradizioni

Fu in una radiosa giornata di giungo ‘86 che, in compagnia della dilettante scrittrice (B.L.), autrice anche di poesie – Fiori Campestri -, decisi di compiere quel percorso chiamato nel passato: gita (o giro) dei tre ponti.

L’intento era di ricordare quella secolare usanza che i perugini del ceto operaio, artigiano, impiegatizio allegri e festosi facevano a piedi nelle giornate domenicali o in altre di riposo.

Ma tale – gita dei tre ponti – veniva anche compiuta, come viaggio di nozze, da molte giovani coppie di sposi del luogo. Appena consumato il banchetto nuziale, con la partecipazione degli invitati più cari, su fastose carrozze partivano gettando confetti alle persone plaudenti che si trovavano ai lati della strada.

Avveniva che i – Gruppetti dell’Amicizia -, alcuni nelle ore del mattino, altri in quelle pomeridiane, lasciate le loro anguste abitazioni, varcate la cinta di mura dal triste richiamo di una vita chiusa, se non prigioniera, se ne andavano sciolti e con passo affrettato. Della quasi totalità decisi, come sempre, a percorrere le stradicciole o sentieri che tra le verdi colline scendono a valle del Tevere.

La restante minoranza si rendeva irrinunciabile al mezzo di trasporto per recarsi al villaggio preferito dei tre ponti: Ponte San Giovanni – Ponte Valleceppi – Ponte Felcino.

Come passavano la giornata