Regole antiche del gioco del ruzzolone e della forma di formaggio
Come abbiamo detto, nei secoli passati, nella zona perugina, il gioco del ruzzolone e della forma era molto praticato.
Il disco, a seconda del materiale con cui era fatto, del peso e delle dimensioni veniva chiamato anche: “ruzzola, ruzza o rutula”, “cascio, forma, formaggio, forma di formaggio” e il gioco era detto: “giuoco del Cascio o della Forma”.
Il termine ruzzolone si affermò a Perugia agli inizi del 1600, come testimoniano i documenti del tempo.
Possiamo conoscere le regole del gioco in modo dettagliato a partire dal 1700. Si poteva scegliere tra due tipi di gare: “ai tiri”, quando con un numero di lanci prestabilito si percorreva la maggior distanza, oppure si poteva giocare “al segno” ovvero quando con un numero minore di tiri si superava la distanza prevista.
Se la forma pesava quattro o cinque chili si lanciava con una fettuccia, se pesava due chili si lanciava senza.
Si poteva giocare in due modi “a tenè” riprendendo il gioco dal punto in cui il disco si era fermato, oppure a “arvenì” riprendendo il gioco lanciando dal punto di uscita del ruzzolone dalla strada.
Il primo tiro si poteva effettuare prendendo la rincorsa, dopo di che bisognava “artenesse” cioè tenere un piede “fermo” sul punto in cui la ruzzola era caduta.
Se il giocatore non tirava entro il segno di caduta, l’avversario, se voleva, poteva fargli ripetere il tiro.
Il vincitore riceveva in premio la forma di cacio con cui aveva giocato, oppure una somma di denaro.
Si poteva anche lanciare una “sfida”: appendendo, vicino alla bottega di un pizzicagnolo o alla porta di una chiesa, due forme di formaggio dello stesso peso.
