La storia di un gioco antico

Il gioco del ruzzolone e del lancio della forma di formaggio affondano le loro radici nel passato.

Secondo gli esperti, alcuni affreschi tombali etruschi rappresentano degli uomini che reggono in mano un oggetto molto simile ad un ruzzolone…infatti in un affresco nella tomba “dell’Olimpiade” di Tarquinia, è rappresentato un pastore che lancia un oggetto che somiglia ad una forma di formaggio.

Nella tomba delle “Scalette” a Tuscania, sono stati recuperati dei ruzzoloni, che oggi sono conservati a Roma, presso il museo di Villa Giulia. Essi presentano segni di usura che testimoniano il loro utilizzo.

“L’oggetto di lancio era, in origine, una forma di durissimo formaggio pecorino stagionato, che i pastori si divertivano a far rotolare lungo i pendii e i tratturi” (da “il ruzzolone” una tradizione frignanese con antiche origini).

La diffusione del gioco nell’intero Appennino centro – settentrionale, si deve all’incontro dei pastori modenesi, umbri, laziali e abruzzesi che si recavano in Maremma con i loro greggi (transumanza).

Testimonianze orali e scritte confermano che, ancora oggi, questo gioco viene praticato con forme di pecorino.

La forma di formaggio, nel corso dei secoli, è stata gradualmente sostituita con il classico attrezzo di legno chiamato ruzzolone. Il ruzzolone attuale presenta caratteristiche “analoghe in misura e peso alle tipiche forme di formaggio ancora oggi prodotte dai pastori delle zone montane dell’alto Frignano, della Garfagnana, dell’Umbria e dell’alto Lazio.

La ruzzola, invece ha per le stesse ragioni, caratteristiche simili alla caciotta, formaggio prodotto nelle Marche, Abruzzo, Molise e in tutta la parte centro – meridionale della penisola”.

(da: comunicato stampa n° 785 del 17 agosto 1998, Modena).