Il Ruzzolone a Perugia nel 1600
Per quanto riguarda la zona di Perugia è possibile ricavare notizie su questo antico gioco esaminando gli statuti cinquecenteschi perugini, in particolare l’ “Additio” della rubrica 167.
Il gioco del lancio della forma era proibito nella città e nei borghi, perché era causa di cattive parole, insulti, bestemmie, di forti litigi e di violente zuffe tra i concorrenti o tra i semplici spettatori, rappresentando un continuo disturbo alla quiete pubblica.
Malgrado le denunce, le minacce, le multe, le pene corporali e la prigione, i perugini continuarono a praticare questo gioco per più di quattrocento anni.
In un editto del 1600 si legge che alcuni giocatori di ruzzolone disputavano le loro gare vicino ad una chiesa: “Hanno anco ardire giocare per la Matonata di Monteluce, sin dentro nel cortile avanti la chiesa di dette Monache, et intorno all’horto come anco vicini alla chiesa di Santa Margherita, et oltre al giuoco dicono anco parole oscene et bestemmie…”.
(da Archivio di Stato di Perugia, Editti e Bandi, Reg.9, c.443 rv – A, 1604, gennaio).
Di conseguenza venne proibita la pratica del gioco dalla Porta di S.Antonio fino alla cappella del Favarone, e dalla Porta di S. Margherita fino a quella di S.Simone.
Chi non rispettava questa legge doveva pagare ben 25 scudi di multa.
In un secondo editto si affermava che il gioco era vietato sia nelle strade interne della città, sia in quelle suburbane e nazionali; era invece permesso in alcuni tratti nella strada provinciale di Città della Pieve (dalle Fonti di Veggio fino al torrente Genna); nella strada provinciale Tuderte (dalla Pallotta sino alla zone dei Morelli); nella strada comunale di Ponte Val di Ceppo (dal luogo chiamato il Leone, fino a quello di Monterone) e, infine, nella strada comunale di Porta S.Angelo a cominciare del luogo chiamato S.Caterina Vecchia.
Chi non rispettava tali norme doveva pagare una multa: “chiunque si permettesse giocare fuori dei luoghi sopra indicati, sarà… punito con una multa, non minore di scudi 3, né maggiore di scudi 10… e con la prigionia non minore di 5 giorni, non maggiore di 20…20 marzo 1822…”.
(da E. Marcaccioli, Giuochi antichi e altre tradizioni ludico – sportive in Perugia, ed. Protagon, Perugia 1994, pp. 45 – 48).
- Nella foto: Veduta di Perugia in una stampa del 1600.
