Il guru Sri Satyananda
Dopo un violento cannoneggiamento durato alcuni giorni, la mattina del 5 luglio 1944 l’Eremo fu occupato dalle truppe anglo-americane, che entrarono dalla “Portaccia” e attraverso le brecce delle mura di cinta.
Dagli anni successivi al 1960, con lo spopolamento delle campagne, anche l’Eremo è stato abbandonato da quelle poche famiglie di dipendenti dell’amministrazione agricola di Monte Corona che l’abitavano.
Nel 1975 la comunità benedettina di Perugia, favorita dalla proprietà, tentò di occupare l’Eremo e di rimettere un po’ d’ordine dopo anni di abbandono; l’esiguità delle forze impegnate rese però vano il tentativo e l’unico religioso che vi abitava dopo poco tempo lasciò l’impresa.
Nei primi giorni del 1977 un guru indiano prese in affitto per alcuni anni l’antico Eremo e grandi furono le speranze e l’entusiasmo, considerati i progetti. Con alcuni collaboratori lo Yogi Sri Satyananda tentò di realizzare la sua missione di dare un nuovo equilibrio e orientamento all’uomo.
Così nel luogo, che per secoli era stato centro di meditazione filosofica e religiosa per eremiti e monaci camaldolesi, coronesi, si ricreò una nuova intensa attività religiosa.
L’Eremo stava diventando un ritiro spirituale (Sadhana Ash-ram) e furono iniziate opere di ripristino di una certa consistenza; fu risolto il problema dell’approvvigionamento dell’acqua potabile e tutto lasciava credere che l’Eremo tornasse a vivere. Il giorno di Pasqua del 1977 il Sadhana Ashram di Monte Corona venne inaugurato ufficialmente e tutto sembrava scorrere nel migliore dei modi; prima della fine del 1980 il guru Sri Satyananda e i suoi seguaci lasciarono l’Eremo.
Dopo un altro anno circa di abbandono e di ulteriori vandaliche spoliazioni, è stato acquistato il 9 luglio 1981 dalla Comunità delle piccole sorelle monache di Betlemme, che l’hanno denominato Monastero di Betlemme Nostra Signora di Monte Corona. Il primo gruppo di suore (sei o sette) è giunto all’Eremo il 21 novembre 1981 per continuarvi la secolare tradizione dei monaci che qui sono vissuti.
