I successivi proprietari del Castello
Numerosi esponenti di questa casata occuparono nel corso dei secoli cariche importanti: Giacomo divenne podestà di Foligno nel 1206 e di Todi nel 1211; Guido assunse la stessa carica a Todi nel 1229; Ugone Boncontis funse da testimone in Gubbio in un atto notarile del 24 aprile 1279 in merito al castello delle Portole; Ceccolo combatté a Montecatini, perdendovi la vita nel 1315 contro Uguccione della Faggiuola.
Nei secoli seguenti, vari proprietari si sono succeduti: i marchesi Coppoli (già feudatari dal 1618 del castello di Montefollonico, vicino a Torrita di Siena; l’ultimo discendente Raniero morì scapolo nel 1877, a 76 anni, dopo un passato di eroe risorgimentale ed animatore della mondanità perugina); nel 1710 il marchese Orazio Coppoli di Ramazzano discendente della beata Cecilia Coppoli fece istanza al monastero di Santa Lucia in Foligno affinché le sue reliquie fossero esposte a pubblica venerazione e lasciò per testamento 50 scudi annui al monastero. Altri proprietari furono: Camillo Pecci, nipote di Leone XIII (1878-1903), i Presutti, il conte Bennicelli che nel 1931 ospitò il re Vittorio Emanuele III e i conti Attolico di Roma.
Nel 1415 il comune di Perugia ordinò, senza apprezzabili risultati, la demolizione del castello poiché era diventato motivo di violente contese tra i Degli Oddi (a fianco dei Montemelini) e i Baglioni (a fianco dei Vincioli), ospitandone alternativamente i relativi fuoriusciti.
Le sanguinose rivalità tra le due famiglie erano iniziate già nel 1303 quando i Baglioni si schierarono dalla parte dei Raspanti e i Degli Oddi dalla parte dei Beccherini, ma il dissidio divenne odio ininterrotto nel 1331 a causa dell’uccisione di Oddo Degli Oddi “cittadino insigne per imprese di guerra e ambascerie di pace” da parte di Filippuccio e Carluccio Baglioni.
Nel 1482 le due famiglie, con i relativi sostenitori, si fronteggiarono armate nelle vie di Perugia lasciando sul terreno ben 130 morti.
Nel 1433, un Sinibaldo di Pietro Ramazzani partecipò ad un consiglio presso il Palazzo dei Priori di Perugia, nel quale venne decretata la distruzione del castello di Casa Castalda per vendicare l’uccisione di ser Africano commessa da nove massari del luogo.
Nel 1444, come risulta dagli archivi catastali, nelle vicinanze si trovavano i poderi (oltre 44 ettari) cum domo et palatio di Agamennone I di Giacomo Arcipreti di porta Sant’Angelo, all’epoca il cittadino perugino con il più consistente patrimonio fondiario esteso in 42 località comprendenti 256 vocaboli. Agamennone I, avviato alla carriera militare sin dal 1424, fu creato cavaliere nel 1433 dall’imperatore Sigismondo di Lussemburgo (1368-1437) e nel 1443 assunse la carica di governatore di Città di Castello per volere pontificio.
Ramazzano nel 1594 passò al conte Giulio Cesare Degli Oddi il quale, essendosi arrogato poteri comunali, fu condannato a pagare una somma cospicua nonostante un’appassionata difesa dell’avvocato eugubino Antonio Ondedei, gonfaloniere nel 1611. Nel 1633 Antonio Ramazzani sposò Settimia Degli Oddi e le loro nozze furono immortalate in un sonetto da Luca Antonio Ercolani. Nel 1637 morì Alessandro Ramazzani e così la dinastia si estinse. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Tommaso, fu costruita nel 1610 su un terreno donato dai conti Degli Oddi.
