Via Leonida Mastrodicasa
Categoria: I nomi raccontano
Foto segnaletica di Leonida Mastrodicasa
Organizzato dall’Associazione Insieme di Villa Pitignano (Pg), con la collaborazione del Comune di Perugia, dell’ISUC, del Circolo anarchico umbro sana utopia, l’1 e 2 giugno scorsi a Ponte Felcino (frazione di Perugia) si è svolto il convegno sul tema “Leonida Mastrodicasa, un anarchico per la libertà dei popoli d’Europa”. La conferenza-dibattito sul tema proposto ha caratterizzato la prima giornata. Eros Francescangeli e Luigi Di Lembo hanno aperto la discussione con le rispettive relazioni. Il primo ha esposto in modo discorsivo, rigoroso ed appassionante insieme, aspetti particolarmente significativi della vita e della personalità dell’anarchico perugino, il secondo ha tracciato a grandi linee la storia del movimento anarchico italiano fra le due guerre mondiali, le vicende degli anarchici fuoriusciti in Francia durante la dittatura fascista, gli avvenimenti legati alla Rivoluzione spagnola del 1936, evidenziando nell’ampio contesto la presenza e l’operato di Mastrodicasa. Durante la seconda giornata sono stati proiettati i film Spagna 1936 e Terra e libertà di Ken Loach. In mostra durante tutta la manifestazione fotografie, schede esplicative, documenti d’archivio, inerenti i temi espressi dal convegno.
È emersa in tal modo nella sua complessità l’interessante figura di Leonida Mastrodicasa, poco conosciuto ai più, anche agli stessi abitanti di Ponte Felcino, nonostante la strada principale del luogo sia intitolata a lui. Tenace sostenitore e diffusore degli ideali anarchici, fu arrestato per la prima volta in seguito ad agitazioni popolari a Perugia nel 1906. Fu più volte disertore per sfuggire al servizio di leva, alla guerra di Libia ed alla prima guerra mondiale. Sostenne questo tipo di scelta nell’ambito dell’antimilitarismo anarchico insieme a Bruno Misefari e Renzo Novatore. Si rifugiò in Svizzera nel 1911. Trasferitosi dopo qualche anno a Ginevra, militò nel gruppo animato da Luigi Bertoni, iniziando una collaborazione al Risveglio che durò per più di quindici anni.
Espulso dalla Svizzera nel 1919 in seguito ai “fatti di Zurigo”, tornò a Perugia, dove si distinse nella lotta al fascismo fin dalle prime incursioni squadriste. Fu costretto nel 1921 a lasciare ancora il paese natio, per sottrarsi alle persecuzioni poliziesche. Nel 1927 si trasferì clandestinamente in Francia, dove partecipò al movimento degli anarchici fuoriusciti, risultando “uno dei cardini di tutte le strutture organizzative libertarie”. Collaborò a Lotta Umana, a Fede, diretto da Gozzoli; diresse Lotta Anarchica, poi Lotte Sociali, quale esponente della tendenza organizzatrice.
Collaborò anche a Studi Sociali di Montevideo. I suoi articoli, a volte di carattere polemico, altre volte teorico, spesso costituivano veri e propri documenti politici con analisi sulla situazione sociale e politica del momento, sull’orientamento degli altri raggruppamenti politici, con indicazioni sulle scelte ritenute opportune in campo anarchico. Usava firmare i suoi articoli con vari pseudonimi: Numitore, Felcino, Maniconi, Leo… Partecipò, durante la sua permanenza a tutti i più importanti convegni anarchici tenuti in terra francese.
