“Convegno d’Intesa”
Gruppo di anarchici a Fontenay-sous-Bois, negli anni ’30. Mastrodicasa è il secondo in basso, seduto,
con la cravatta (dall’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa)
Leonida Mastrodicasa fu fra gli organizzatori del “Convegno d’Intesa” nel 1935 tenuto a Sartrouville; nell’occasione fu scelto come membro del “Comitato Anarchico d’Azione Rivoluzionaria”.
Accorse in Spagna a Barcellona allo scoppio della Rivoluzione, aderendo alla CNT-FAI della città catalana, collaborando a Guerra di Classe. Con Camillo Berneri, condivise l’abitazione in Plaza del Angel. Tornò in Francia nell’autunno del 1937, riprendendo l’attività nel movimento e di collaborazione alla stampa anarchica. Assunse la direzione del Momento con Gozzoli ed il compito di realizzare il bollettino dell’UAI, nonostante fosse ammalato di tubercolosi e ricercato dalla polizia francese per l’espulsione. L’assegnazione da parte del governo francese della Legion d’Onore alla memoria in quanto “eroe partigiano”, è prova della sua partecipazione alla organizzazione della Resistenza parigina contro il nazismo. Su segnalazione della polizia italiana, fu preso da quella tedesca e deportato in Germania, insieme a Giovanna Berneri e ad altri compagni anarchici. Morì in un campo di concentramento a Treviri; fu sepolto nel cimitero della stessa città. Poco prima di morire scriveva al fratello Maro: “A cosa vale farsi coraggio quando senti che tutti i giorni la vita ti sfugge? Ho ancora qualche speranza, ma, se dovrò morire, morirò col ricordo dei miei cari…, e porterò con me il mio chiodo”. Il suo chiodo era l’anarchia. Di Mastrodicasa Luce Fabbri scrisse su Studi Sociali: “…faceva il lavoro meno appariscente e più necessario, perché aveva l’eroismo oscuro della costanza e della serenità nel pericolo”. Pio Turroni su L’Aurora: “fu sempre uguale a se stesso e all’anarchia”.
Antonio Pedone
Tratto da: http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/284/18.htm