Che cos’è un ecomuseo?
Definizione evolutiva dell’ecomuseo di Georges-Henri Rivière
(22 gennaio 1980)
L’ECOMUSEO È uno strumento che un potere e una popolazione concepiscono, fabbricano e utilizzano insieme. Il potere, con gli esperti, le strutture, le risorse che fornisce. La popolazione, secondo le sue aspirazioni, i suoi sapori, le sue modalità d’approccio.
Uno specchio in cui la popolazione si guarda, per riconoscersi, dove cerca la spiegazione del territorio al quale è legata, così come quella delle popolazioni che l’hanno preceduta, nella continuità o discontinuità delle generazioni.
Specchio che essa porge ai suoi ospiti affinché, la comprendano meglio, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità.
Un’espressione dell’uomo e della natura. L’uomo vi è interpretato nel suo ambiente naturale. La natura nel suo stato selvaggio, ma così come la società tradizionale e la società industriale l’hanno adattata a loro immagine.
Un’espressione del tempo, quando la spiegazione, dopo che è risalita al di là del tempo in cui l’uomo ha fatto la sua comparsa, digrada attraverso i tempi preistorici e storici che egli ha attraversato, fino a sfociare nel tempo presente in cui vive. Nell’aprirsi sul domani, l’ecomuseo non assume piglio decisionista bensì, dove è possibile e necessario, il ruolo di informatore e di analista critico.
Un’interpretazione dello spazio. Di spazi privilegiati, dove fermarsi o incamminarsi.
Un laboratorio, nella misura in cui contribuisce allo studio della storia e dei presente della popolazione nonché, del suo ambiente, stimolando la formazione di specialisti in tali campi, cooperando con le organizzazioni esterne di ricerca.
Un luogo per la conservazione, nella misura in cui contribuisce a custodire e dare valore al patrimonio naturale e culturale della popolazione.
Una scuola, nella misura in cui coinvolge la popolazione in progetti di studio e di salvaguardia, sollecitandola a conoscere e a farsi carico dei problemi del proprio futuro.
