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	<title>Città del Tevere &#187; Stile libero</title>
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	<description>Il nostro territorio in un click</description>
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		<title>Il profumo del Lido Tevere</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ascolto il rumore dell&#8217;acqua di un fiume che scorre, dentro mi succede qualcosa.
Non chiedetemi cosa. A volte mi sento più leggero, altre più sereno, sempre sono appagato&#8230;Sono nato a pochi metri dal fiume e quel fiume mi scorre sempre dentro.
Mio padre era un fiumarolo. Un giorno mi disse:&#8221;devi imparare a nuotare&#8221;.
Due minuti dopo, sorretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-392" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Serse-Cosmi.jpg" alt="" width="201" height="300" />Quando ascolto il rumore dell&#8217;acqua di un fiume che scorre, dentro mi succede qualcosa.<br />
Non chiedetemi cosa. A volte mi sento più leggero, altre più sereno, sempre sono appagato&#8230;Sono nato a pochi metri dal fiume e quel fiume mi scorre sempre dentro.</p>
<p>Mio padre era un fiumarolo. Un giorno mi disse:&#8221;devi imparare a nuotare&#8221;.<br />
Due minuti dopo, sorretto dalle sue braccia, ero nel punto più profondo e più lontano dalla riva.</p>
<p>Non aggiunse altro, solo un &#8220;vai&#8221; dolce come una carezza, poi mi lasciò andare.<br />
Non ricordo se l&#8217;acqua era fredda, se ebbi paura, so solo che a cinque anni attraversavo il Tevere a nuoto&#8230;io ero felice, orgoglioso.</p>
<p>Mi sentivo più forte, avevo qualcosa in più degli altri, sapevo fare qualcosa che mi distingueva.<br />
Del resto ero figlio di Tonino il fiumarolo,non uno qualsiasi.</p>
<p>Il Tevere, d&#8217;estate, era la spiaggia di Perugia.</p>
<p>Le piene, ritirandosi, lasciavano una sabbia finissima, quasi bianca.<br />
Si poteva nuotare, fare i tuffi.<br />
Di quella spiaggia mio padre era il bagnino, il custode, era tutto.<br />
Del fiume era un amico, si conoscevano bene.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-391" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Serse-Cosmi2.jpg" alt="" width="130" height="300" />Il gioco del calcio</strong></p>
<p>&#8230;Non so dove mi sono innamorato del pallone, e forse non me ne sono innamorato mai.<br />
Ci si innamora di qualcosa o di qualcuno dopo averli incontrati, conosciuti o scoperti: non è il mio caso. Il pallone, il gioco del calcio, è nato con me.<br />
E’ una parte di me, mi è cresciuto accanto, dentro.<br />
Come una persona o una cosa di famiglia che vedi sempre, sai che c’è: è naturale che ci sia…</p>
<p><strong>La panchina</strong></p>
<p>Sicuramente tra me e la panchina c’è un rapporto strano.<br />
Seguendo Freud, potrei ricondurre tutto alla sfera sessuale.<br />
In effetti tra me e la panchina il rapporto è soprattutto “erotico”.</p>
<p>Appena la vedo la bacio, e lo faccio sempre prima delle partite.<br />
Poi l’accarezzo, ma quando arriva il momento dei pugni e dei calci non mi tiro certo indietro: la voglio possedere (…).<br />
I panchinari mi conoscono e cercano di “marcarmi stretto”, spostano le cose…</p>
<p><em>da: &#8220;L&#8217;uomo del fiume&#8221; Serse Cosmi (Ed. Baldini&amp;Castoldi, Milano, 2002, p.p.223)</em></p>
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		<title>I ragazzi della Sala Prove</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutti i ragazzi di Ponte Felcino è la “Sala prove”, anche se il suo nome, in realtà, sarebbe “Laboratorio musicale Fuori tempo”.
Nata nel 1996 da un’iniziativa di un gruppo di adolescenti del paese, l’associazione, nell’arco di quasi un decennio, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento consolidato per tutti i giovani del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-387" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Falqui-Radicchia.jpg" alt="" width="300" height="209" />Per tutti i ragazzi di Ponte Felcino è la “Sala prove”, anche se il suo nome, in realtà, sarebbe “Laboratorio musicale Fuori tempo”.</p>
<p>Nata nel 1996 da un’iniziativa di un gruppo di adolescenti del paese, l’associazione, nell’arco di quasi un decennio, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento consolidato per tutti i giovani del Ponte e non solo.</p>
<p>L’idea originaria era, semplicemente, quella di appropriarsi di uno spazio in cui fare musica.</p>
<p>Uno spazio dotato di una strumentazione valida, in cui i ragazzi potessero suonare liberamente, gratis, autogestendosi in toto. Il progetto, da subito sposato da circoscrizione e Comune, che nel tempo hanno sempre sostenuto l’attività di “Fuori tempo”, ha immediatamente coinvolto decine di giovani ponteggiani, musicisti e non.</p>
<p>Infatti la “Sala prove” s’è ben presto trasformata in uno spazio di socialità a tutto tondo, in cui i giovani potessero incontrarsi e discutere.</p>
<p>Grazie al rapporto con le istituzioni e le altre associazioni del paese, “Fuori tempo” si è fatto promotore di numerose iniziative, dal concorso musicale per band emergenti locali, in vita dal ’98, allo spazio musicale della Festa dell’Unità.</p>
<p>E proprio in questi giorni è in procinto di costituirsi come associazione riconosciuta giuridicamente.</p>
<p>L’ultima idea dei soci (una cinquantina solo a Ponte Felcino), per cui l’amministrazione sembra già aver dato un benestare di massima, è quella di ospitare uno sportello dell’Informagiovani al quale possano fare riferimento i giovani della zona nord del comune di Perugia.</p>
<p>Tratto da: “Il Giornale dell’Umbria” di Sabato 12 marzo 2005</p>
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		<title>BONK!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bonk, centro di idee
Bonk, laboratorio di idee ed espressione. Nasce a Ponte San Giovanni, nel Settembre 1997, e da un&#8217;esperienza &#8220;sperimentale&#8221;diventa modello per altri centri simili in tutta la Regione. Corsi di fotografia, realizzazione di corto o medio metraggi, un giornalino, musica e ritrovo.Tutto questo e qualcosa di più. Quel più determinato dall&#8217;incontro di persone. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bonk, centro di idee</strong></p>
<p>Bonk, laboratorio di idee ed espressione. Nasce a Ponte San Giovanni, nel Settembre 1997, e da un&#8217;esperienza &#8220;sperimentale&#8221;diventa modello per altri centri simili in tutta la Regione. Corsi di fotografia, realizzazione di corto o medio metraggi, un giornalino, musica e ritrovo.Tutto questo e qualcosa di più. Quel più determinato dall&#8217;incontro di persone. Sono giovani dai 17 ai 30 anni i frequentatori abituali, &#8220;ma poi d&#8217;estate, quando il parco Bellini si riempie &#8211; dice il responsabile del centro Giacomo Baruffa &#8211; arrivano anche ospiti &#8216;fuori target&#8217;. Ragazzi di 12-13 anni che, comunque ben accetti, iniziano a gravitare attorno a questo centro.&#8221; Un percorso, quello del Bonk, singolare. &#8220;Solitamente certe esperienze nascono dalla presenza di associazioni e cooperative già attive, nel nostro caso è successo l&#8217;esatto contrario, dall&#8217;esperienza di questo laboratorio, è nata la cooperativa, l&#8217;Onda, che ora ne gestisce le sorti.&#8221;</p>
<p>I locali sono ricavati da una porzione del C.V.A. e il centro è aperto a tutti. Dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 23.30, mentre il sabato dalle 15.30 alle 19.30.</p>
<p>Un laboratorio di fotografia con sviluppo e stampa. &#8220;Certo &#8211; precisa Baruffa &#8211; non stiamo parlando di corsi che garantiscano poi una preparazione professionale, o rilascino certificati. Qui si trova lo spazio per poter esplorare quella che risulta essere anche solo una curiosità. Poi, questo dipende dalla volontà del singolo, ognuno è libero di approfondire.&#8221; Un gruppo di aspiranti videomakers.&#8221; Un&#8217;esperienza nata da poco &#8211; continua &#8211; senza troppe pretese, ma con la voglia di coltivare un interesse. Sono già stati prodotti due filmati brevi, e poi ne verrà montato un terzo.</p>
<p>Anche in questo caso, è possibile venire qui, presentare il proprio progetto e poi iniziare a tradurlo in pratica&#8221;.</p>
<p>E poi un laboratorio teatrale. &#8220;Il nostro obiettivo, quest&#8217;anno, è riuscire a portare in scena l&#8217;Otello un pò rivisitato. Forse per settembre, ma bisognerà vedere. è un gruppo di ragazzi alla prima esperienza, quindi prima le basi della recitazione e poi inizieremo a lavorare sul testo&#8221;.</p>
<p>Uno spazio aperto. In tutti i sensi. Chiunque può presentarsi e tutte le attività sono gratuite.</p>
<p><em>(Articolo di Nicola Bistoni &#8211; da &#8220;Il Corriere dell&#8217;Umbria&#8221; &#8211; Martedì, 28 Gennaio 2003)</em></p>
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		<title>Preghiere e bestemmie</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questa è una raccolta di miei pensieri e poesie, dedicata a tutti coloro che arriveranno all&#8217;ultima pagina senza avere riso di me, ma stretti con me in un unico, onirico abbraccio.&#8221;
Presentiamo qui di seguito, l&#8217;introduzione &#8220;Quattro chiacchiere&#8221; che Samuele fa con il lettore&#8230;
QUATTRO CHIACCHIERE
Prima di iniziare, lettore, mi piacerebbe rubarti qualche riga, se posso.
Vorrei spiegarti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-378" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/samuele-bovini.jpg" alt="" width="213" height="282" />&#8220;Questa è una raccolta di miei pensieri e poesie, dedicata a tutti coloro che arriveranno all&#8217;ultima pagina senza avere riso di me, ma stretti con me in un unico, onirico abbraccio.&#8221;</p>
<p>Presentiamo qui di seguito, l&#8217;introduzione &#8220;Quattro chiacchiere&#8221; che Samuele fa con il lettore&#8230;</p>
<p><strong>QUATTRO CHIACCHIERE</strong></p>
<p>Prima di iniziare, lettore, mi piacerebbe rubarti qualche riga, se posso.</p>
<p>Vorrei spiegarti qualche perchè che questo libro si porta dietro.</p>
<p>Preghiere e Bestemmie è nato come embrione nel Duemila, ma le poesie erano ancora poche, e non tutte mi soddisfacevano.</p>
<p>Poi, finalmente, una sera dell&#8217;anno successivo, le poesie c&#8217;erano, e nonostante fosse una delle prime sere d&#8217;estate ho acceso il mio computer e dato alle stampe ben quattro copie: una per me, due per i miei amici, e una per la mia ragazza di allora. Ero accaldato e sudato, ma abbastanza soddisfatto.</p>
<p>Eppure, anche se alle mie &#8220;cavie&#8221; il libro è piaciuto, anche parecchio, a me pareva che mancasse qualcosa. Mi sembrava infantile, ingenuo, ed ho abbandonato l&#8217;idea di proporlo per la pubblicazione.</p>
<p>E la cosa buffa è che penso ancora le stesse cose, ma a distanza di cinque anni, rileggendolo, ho saputo apprezzarne una cosa che prima non potevo capire: le poesie di questo libro portano tutte ad un unico tema, più o meno nascosto: il distacco dall&#8217;adolescenza.</p>
<p>A volte è un distacco doloroso, altre volte dolce, ma comunque sempre presente ed importante. Un cerchio che si chiude nei cinque anni in cui ho scritto queste poesie, o meglio dire pensieri. Sono frasi semplici,storie quasi sempre vere, vissute da un ragazzo tra i quindici e i venti anni.</p>
<p>Perciò, anche se questi versi non offrono un grande esempio di tecnica e se sento che il mio mondo sia la narrativa e non certo la poesia, ho deciso di rispolverare la raccolta.</p>
<p>Ho scelto di operare un &#8220;restyling&#8221;, come va di moda dire adesso, che in realtà è stato molto leggero: giusto qualche parola cambiata col senno di poi e qualche virgola in più o in meno. Ho aggiunto una sola poesia, l&#8217;ultima, a me molto carain questo particolare momento.</p>
<p>La struttura è rimasta quella di prima: una poesia di apertura, due di chiusura, e in mezzo quattro parti o capitoli che hanno per titolo:</p>
<p>Amore, Morte, Emozioni e Nuove Speranze.</p>
<p>Un percorso ideale che affronta momenti oscuri ma si conclude volutamente con la speranza. Le iniziali dei quattro capitoli formano la parola &#8220;Amen&#8221;, che mi sembra un ottimo modo di chiudere un cerchio.</p>
<p>Va bene, ora basta bla bla bla, si comincia.</p>
<p>Buona lettura e grazie, lettore.</p>
<p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p>Samuele Bovini, nato a Perugia nel 1980, si sta per laureare in Scienze della Comunicazione e sogna un futuro nel campo letterario.</p>
<p>Da qualche anno sente dentro di sé una vocina che gli dice di scrivere, di raccontare storie, e lui ha deciso di ascoltarla.</p>
<p><strong>Preghiere e Bestemmie</strong> è il suo esordio letterario.</p>
<p><strong>In copertina</strong>: illustrazione di Francesco Gubbiotti e Laura Bortoloni.</p>
<p>Migdard Editrice &#8211; Via C. Colombo 4 &#8211; 06127 Perugia</p>
<p>Prima Edizione (2005)</p>
<p>Euro 8,00</p>
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