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	<title>Città del Tevere &#187; Sentieri e itinerari</title>
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	<description>Il nostro territorio in un click</description>
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		<title>Attravers…Arna e Sentieri Aperti 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sentieri e itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere il fiume]]></category>
		<category><![CDATA[attravers...arna]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[pilonico paterno]]></category>
		<category><![CDATA[sentieri aperti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Camminata di Ripa: tra corteo e processione 
Il 25 aprile, giornata che celebra la Liberazione (non scordiamola e non scordiamolo questo importante giorno!), e quindi non può non essere una giornata di festa, di partecipazione, di solidarietà, di amicizia, del camminare insieme, con la speranza, la necessità e la voglia di cambiare, di scrollarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-976" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_01.jpg" alt="" width="350" height="233" />La Camminata di Ripa: tra corteo e processione </strong></p>
<p>Il 25 aprile, giornata che celebra la Liberazione (non scordiamola e non scordiamolo questo importante giorno!), e quindi non può non essere una giornata di festa, di partecipazione, di solidarietà, di amicizia, del camminare insieme, con la speranza, la necessità e la voglia di cambiare, di scrollarci di dosso questi persistenti fantasmi del passato e questa becera volgarità che ci vuole comandare, ancora.</p>
<p><strong>Il giorno prima:</strong> <em>“Lo sa il cielo che tempo sarà”.</em></p>
<p><strong>Oggi:</strong> <em>ore 6.30, sereno; ore 7.00, sole, cielo libero da nubi e strie chimiche; ore 7.30, solo la cupola del Subasio è coperta da  nuvole e cirri, evanescenti e fragili, residui di umidità notturne, null’altro. E la giornata sarà bellissima.</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-975" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_021.jpg" alt="" width="350" height="233" /><em>Con il nostro stendardo che, quasi un testimone, passa da Pianello a Ripa, eccoci tutti (o quasi tutti) qui in piazza  a Ripa, in piazza Sociale, con il suo monumento ai caduti, con le sue immagini, con la sua targa in memoria di Coppi, il Campionissimo, con la sua difficile bellezza, con le sue inutili autovetture qui parcheggiate.</em></p>
<p><em>In questa camminata di fine aprile, un aprile piovoso e assai poco primaverile, Ripa ci accoglie, anzi ci incute preoccupazione: una camminata che, a ritroso nel tempo, ci sorprende con i suoi ‘Banditi sulla via Regale’:</em></p>
<p><strong>Al castello</strong></p>
<p><em><strong>Il cantastorie:</strong></em><em> Messeri e madame ben venuti al castello di Ripa, io son un di quei giovani che mette le cose a la ventura e del bandito Alfano narro la fortuna.</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-977" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_031.jpg" alt="" width="350" height="233" /></em><strong>Un armato</strong></p>
<p><em>Quelle che attraverseremo son le terre dove Francesco Alfani tramava le sue scorribande, noi saremo la vostra scorta, per questo vi preghiamo di rimanere sempre vicini onde evitare di essere aggrediti. Noi ora scenderemo verso la villa della Ginestrella, 	saliremo verso il violo di S. Gilio del colle, passeremo poi per la via detta Traversa, antica linea di confine tra il contado di Perugia e quello d’Assisi, indi risaliremo per la Via Regale di Porta Sole, detta anche strada Salara perchè da Perugia, dopo aver attraversato il Tevere a Ponte Valliceppi, entrava  nel territorio arnate saliva a Civitella, passava per la Pieve di Ripa, scendeva verso Pianello e poi risaliva a Castel D’Arno, e Giomici quindi, a Fossato di Vico, convogliava nella  Flamina per giungere, in fine, al mar Adriatico.</em></p>
<p><em>Ma ora bando alle ciance, gambe in spalla e via verso l’avventura.</em></p>
<p><strong>Ore 9.20:</strong> <em>il corteo, quasi una processione, si incammina, dalla Piazza Sociale verso la porta del Montarone. Simpatica l’idea del Gino (non il Cerutti, ma il Goti) di affidare il nostro stendardo, la nostra ‘bandiera’ (la ‘bandiera di Attravers…Arna &amp; Sentieri Aperti’, che il buon Gianni ideò anno passato, bandiera che non è rossa, ma come se lo fosse, nello spirito di tanti) ad un paio di ragazzini che, quasi fosse un trofeo storico, con orgoglio la sostengono e con essa aprono l’odierno percorso.</em></p>
<p><em>Ma quanti siamo!?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img class="size-full wp-image-972 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_04.jpg" alt="" width="350" height="233" /></strong></em><strong>ALLA BANDIERA ROSSA</strong><br />
(di Pier Paolo Pasolini)</p>
<p style="text-align: center;">Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa,<br />
tu devi realmente  esistere, perché lui esista;<br />
chi era coperto di croste è coperto di piaghe,<br />
il bracciante diventa mendicante,<br />
il napoletano calabrese, il calabrese africano,<br />
l’analfabeta una bufala o un cane.</p>
<p style="text-align: center;">Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa,<br />
sta per non conoscerti più, neanche coi sensi:<br />
tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie,<br />
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-978" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_05.jpg" alt="" width="350" height="233" />Nel bosco</strong></p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> (a cavallo si pone al centro del sentiero e  interrompe l’incedere della gente)</p>
<p>Ferma, signori ferma, è successa una terribile disgrazia.</p>
<p>(Francesco scende da cavallo e con passo veloce si avvicina alla gente)</p>
<p>Dei banditi hanno assalito un carrettiere che tornava dal mercato e gli hanno rubato tutto, lasciandolo mezzo morto. Ma scusatemi e permettetemi che mi presenti: sono il colonnello Francesco Alfani e l’altro signore a cavallo è messer Boncambi.</p>
<p>Eravamo qui per caso ed abbiamo assistito ad un scena orribile, quel poveruomo sul calesse è stato assalito da tre brutti ceffi, che lo hanno derubato di tutto e, se non fossimo intervenuti noi, prima di ucciderlo l’avrebbero spogliato anche di quei miseri panni che indossava. Qui è pericoloso, ci sono feroci scannagole che fanno quello che le autorità chiamano banditismo di passo e voi a passare siete in molti, basterà quindi che ciascuno mi dia 10 scudi sonanti e io vi proteggerò con i miei uomini. <img class="alignright size-full wp-image-981" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_061.jpg" alt="" width="350" height="233" />No! No, voi in fondo non pensate di  tornare indietro, ci sono i miei uomini che sono laggiù, alle vostre spalle, e non vorrei che qualch’ uno di lor signori, indietreggiando troppo rapidamente, andasse ad incoccia contro una delle loro spade.</p>
<p><em><strong>L’ armato:</strong></em> Conte non vi preoccupate ci so già io a proteggerli !</p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> Ma che paura (rivolto al Boncambi che è rimasto a cavallo), pensa hanno pure un eroico difensore; taci buffone e sguaina il tuo ferro che ore ti infilzerò come un merlo.</p>
<p><em><strong>L’ armato:</strong></em> Ecco l’arma mia, è pronta alla sfida.</p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> Battermi con te, garzone immondo; io son d’alto lignaggio, e tu sei una pulce con troppo coraggio. Sarà il mio servo Belardino a incrociar con te il suo ferro, io ti guarderò andare all’inferno.</p>
<p><em><strong>Duello:</strong></em> muore l’armato</p>
<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-970" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_07.jpg" alt="" width="350" height="233" />Isabella:</strong></em> (urlando contro l’Alfani)</p>
<p>Assassini, assassini, voi siete solo dei pazzi, io sono venuta qui a Ripa, solamente per fare una passeggiata rilassante e invece mi sembra un incubo: prima il carrettiere mezzo morto, poi voi che ci terrorizzate, adesso un duello mortale, fatela finita, qui ci sono donne e bambini, …cosa state facendo, dove sono gli organizzatori…</p>
<p><em><strong>Francesco: </strong></em>Madama l’organizzatore di tutto son io, il Colonnello Francesco Alfani e lei mi sta dando ai nervi, ringrazi il cielo che è solo una donna.</p>
<p><em><strong>Isabella:</strong></em> Si sono un donna, rivolta disperata alla gente, ma tra di voi, signori, non c’è nessun uomo che abbia il coraggio di affrontare questo avanzo di galera, ci provi lei , o lei , ma proprio nessuno ha il coraggio di affrontare questo pendaglio da forca?</p>
<p><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-969" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_08.jpg" alt="" width="350" height="233" />Francesco:</strong></em> Adesso basta, mi hai proprio stancato, vedo che porti un fazzoletto attorno alla gola, ti fa forse male, ho io un rimedio infallibile che non farà sentir più alcun dolore (la sgozza).</p>
<p>Ah…questa stupida donna, non le avrei fatto alcun male, ma purtroppo come lor signori hanno visto mi ha tolto la spada dalle mani e ora non urla e non soffre più per il mal di gola…</p>
<p>Il signore di queste terre son solo io, e per il vostro bene ricordatevelo sempre anche quando andrete in quel di Pilonico, anche là  ci sarò sempre io  (risata, torna a cavallo e fugge gridando). Vi aspetto tutti a Pilonico Paterno, a presto (risata sarcastica).</p>
<p>Proseguiamo, corteo, processione, amalgama di vissuti, bambini, giovani, adulti, anziani…  Una brevissima sosta. Grazie Graziano per:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;La religione del mio tempo&#8221;</strong><br />
(di Pier Paolo Pasolini)</p>
<p style="text-align: center;"><em>Così giunsi ai giorni della Resistenza senza saperne nulla se non lo stile: fu stile tutta luce, memorabile coscienza di sole. Non poté mai sfiorire, neanche per un istante, neanche quando l’Europa tremò nella più morta vigilia.<br />
Fuggimmo con le masserizie su un carro da Casrsa a un villaggio perduto tra rogge e viti: ed era pura luce.<br />
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano quasi paradisiaci nel tetro azzurrino del piano friulano: ed era pura luce.<br />
Nella soffitta del casolare mia madre<br />
Guardava sempre perdutamente quei monti, già conscia del destino: ed era pura luce.<br />
Coi pochi contadini intorno vivevo una gloriosa vita di perseguitato dagli atroci editti: ed era pura luce.<br />
Venne il giorno della morte<br />
E della libertà, il mondo martoriato<br />
Si riconobbe nuovo nella luce…<br />
Quella luce era speranza di giustizia: non sapevo quale: la Giustizia.<br />
La luce è sempre uguale ad altra luce.<br />
Poi variò: da luce diventò incerta alba, un’alba che cresceva, si allargava sopra i campi friulani, sulle rogge.<br />
Illuminava i braccianti che lottavano.<br />
Così l’alba nascente fu una luce fuori dall’eternità dello stile…<br />
</em><em>Nella storia la giustizia fu coscienza d’una umana divisione di ricchezza, e la speranza ebbe nuova luce.</em></p>
<p>E la lunga colonna colora e ravviva il tratto di percorso che sarà il cammino principale che unirà il Tevere dell’Ansa degli Ornari al Chiascio del Pianello di Castel d’Arno.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-968" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_09.jpg" alt="" width="350" height="233" />Poi la risalita verso Ripa che si snoda lungo la &#8220;antica via Salara&#8221;:<br />
&#8220;il gruppo è compatto, con 134 camminatori (bambini inclusi, non molti ma vivaci e scatenati, e cani esclusi, pochi pochi oggi, ma Romeo non manca), compatti, che precedono di trenta metri i primi 4 inseguitori; a dieci metri altri 2, dopo altri dieci metri altri 2, poi a  cinque metri altri 2, a  venti metri 6, a dieci metri 5, ancora a dieci metri 2, a cinque metri 1, a cinque metri 2, a cinque metri 2, a dieci metri 3, a dieci metri 1 solitario, a cinque metri 2, a trenta metri altri 2, a venticinque metri ben 10, a cinque metri 2, a venti metri 6, a cinque metri 4, a venti metri altri 4, poi a venti metri 2, ad altri venti metri 8, ancora ad altri venti metri 3, ed infine a quaranta metri gli ultimi 8. Fate un pò i conti? Fatti? Ve lo dico io: 217! Giusto? (fatemi sapere se ho contato male!)&#8221;.</p>
<p><strong><img class="size-full wp-image-965 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_10.jpg" alt="" width="350" height="233" /></strong>Eccoci a Ripa. Chi allunga, chi accorcia, chi si intrufola, chi ci lascia, chi scompare e poi riappare, chi qua chi là… Ore 12.30 (puntualità ripaiola?): la ‘merendona’ (ma il ‘cestino da viaggio’ de ‘La piazzetta del pane’ con busta [fornita di cannuccia] di succo di frutta alla pera era già stata offerta alla partenza). Oggi (acque e vini esclusi): penne al sugo di pomodoro e peperoncino dolce, pizzette, panini con salame o con coppa di testa, torcolo al latte. Non male no?</p>
<p>E tornarono a casa felici e contenti…</p>
<p><em>Daniele / Nene</em></p>
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		<title>Sentiero di Giove &#8211; Lugnano in Teverina &#8211; Alviano &#8211; Guardea &#8211; Montecchio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 10:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sentieri e itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio all&#8217;interno del comprensorio ternano alla scoperta di cinque piccoli comuni cullati dalle acque del fiume Tevere, per un itinerario ricco di cultura e di fascino&#8230;
Ce n&#8217;è per tutti i gusti:
curiose ed intriganti leggende, spazi incontaminati in cui la natura &#8220;fa da padrona&#8221;, suggestivi castelli e personaggi storici che con le loro intense vite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-428" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Umbria.jpg" alt="" width="250" height="310" />Un viaggio all&#8217;interno del comprensorio ternano alla scoperta di cinque piccoli comuni cullati dalle acque del fiume Tevere, per un itinerario ricco di cultura e di fascino&#8230;</p>
<p>Ce n&#8217;è per tutti i gusti:</p>
<p>curiose ed intriganti leggende, spazi incontaminati in cui la natura &#8220;fa da padrona&#8221;, suggestivi castelli e personaggi storici che con le loro intense vite hanno contribuito a rendere indimenticabili gli accoglienti paesini di questo ameno territorio.</p>
<p>Si parte da Giove dove il borgo conserva ancora intatta la sua architettura medioevale.</p>
<p>Da vedere il Palazzo Ducale e il Palazzo Mattei, la Chiesa Parrocchiale dell&#8217;Assunta, la Cappella di San Rocco e la Chiesa della Madonna del Perugino.</p>
<p><img class="size-full wp-image-432 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Lugnano.jpg" alt="" width="167" height="250" />Fuori dal borgo si incontra il Convento di Santa Maria del Gesù che ospita un centro naturista &#8220;Il Germoglio&#8221;, dove è possibile seguire corsi programmati di erboristeria, terapia del colore e, su richiesta, gustare delicati cibi macrobiotici cucinati con prodotti delle colture biologiche.</p>
<p>A 12 chilometri di distanza si trova Lugnano in Teverina che con le torri e le mura protegge il proprio centro storico. Sulla Porta Medioevale è ancora visibile lo stemma di Pio II Piccolomini.</p>
<p>Entrando nel cuore di Lugnano, si incontra il Palazzo (ora Comune) e la Galleria Pennone. Una mole imponente che lascia spazio alla grazia della Chiesa di S. Maria Assunta, dove, all&#8217;interno della cripta, si può ammirare un crocifisso in alabastro a cui vengono attribuiti poteri miracolosi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-429" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Alviano.jpg" alt="" width="250" height="138" />Nei dintorni si possono ammirare il Convento di San Francesco, il Convento di S. Antonio o dei Cappuccini e la Villa Romana di Poggio Gramignano.</p>
<p>Lasciando Lugnano, dopo 3 chilometri si arriva ad Alviano dove nel borgo medievale, si presenta subito il suo Castello e la Rocca che è attualmente la sede del Municipio.</p>
<p>Da visitare, è sicuramente la Cappella Gentilizia detta Cappella di San Francesco, la Cappella delle Rondini e la Chiesa Parrocchiale Madonna Assunta.</p>
<p>Unendo la cultura alla magnifica cornice della natura, da non lasciarsi sfuggire è l&#8217;Oasi di Alviano, una zona palustre di circa 900 ettari, un paradiso per gli animali di piccole dimensioni, in cui si specchiano i comuni di Alviano, Montecchio e Guardea.</p>
<p><img class="size-full wp-image-430 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Guardea.jpg" alt="" width="250" height="167" />A 5 chilometri di distanza si incontra Guardea con il suo Palazzo Municipale e la Chiesa Parrocchiale di San Pietro e Cesareo.</p>
<p>Nella Guardea Vecchia da ammirare i resti del Castello del XII sec. e il Castello del Poggio.</p>
<p>Nei pressi di Guardea si trova il Parco Pubblico Aiola, attrezzato con campi da tennis, piste di pattinagigo, aree per pic-nic ed una grande pineta.</p>
<p>Un itinerario per gli esperti speleologi, invece, nei dintorni di Guardea, da visitare sono le grotte del monte Allocco, la Fuga del Pozzo di San Benedetto e della Santa Illuminata (grotta dove dimorò S. Francesco) e resti dell&#8217;Eremo Camaldolese.</p>
<p>Lasciamo anche Guardea e dopo 7 chilometri si arriva all&#8217;ultima tappa del nostro itinerario: Montecchio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-431" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Montecchio.jpg" alt="" width="250" height="144" />Arrivati a Guardea, il Castello ed il caratteristico borgo sono le prime cose che catturano lo sguardo.</p>
<p>Da visitare: la chiesa parrocchiale di Santa Maria e il campanile ed il Castello di Carnano.</p>
<p>Una grande necropoli pre-romana del VI sec. a.C., aspetta di farsi visitare. La necropoli si trova alla sinistra del fiume Tevere</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sentiero di Umbertide &#8211; Anello di Monte Corona &#8211; Monte Acuto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 10:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sentieri e itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo percorso è stato individuato con l&#8217;intenzione di attivare parte di una connessione tra la rete sentieristica primaria e i Comuni di Umbertide e Lisciano Niccone, lungo assi che, per le loro precise caratteristiche, meritano un&#8217;adeguata valorizzazione. Il tracciato proposto, a mo&#8217; di anello, è percorribile in più tappe, tutte ricongiungibili a Badia di Montecorona.
Prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-422" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Percorso-Umbertide.gif" alt="" width="500" height="211" /></p>
<p>Questo percorso è stato individuato con l&#8217;intenzione di attivare parte di una connessione tra la rete sentieristica primaria e i Comuni di Umbertide e Lisciano Niccone, lungo assi che, per le loro precise caratteristiche, meritano un&#8217;adeguata valorizzazione. Il tracciato proposto, a mo&#8217; di anello, è percorribile in più tappe, tutte ricongiungibili a Badia di Montecorona.</p>
<p>Prima di partire, vale la pena di visitare la cripta della Badia di San Salvatore, fondata nel 1008 da San Romualdo: alcuni elementi di essa fanno pensare a origini ancora più remote di quelle tramandateci. Lasciando sulla destra la Badia (240 m.), dopo avere attraversato un ponticello, si prende una strada bianca che inizia subito a salire. La strada, denominata &#8220;mattonata&#8221;, costeggia boschi di roverella e vigneti e molto numerose appaiono le ginestre. In località Pod. San Savino (516 m.) si può scegliere, voltando a destra, di percorrere il sentiero verso S. Giuliano delle Pignatte (357 m.), o di proseguire, tenendo la sinistra verso l&#8217;Eremo di Monte Corona, situato a quota 693 m. s.l.m..</p>
<p>A questo punto è quasi d&#8217;obbligo una sosta per visitare l&#8217;antico cenobio benedettino.</p>
<p>Dal vertice del rilievo conico, coperto di bosco, dov&#8217;è posto l&#8217;eremo, si scende sul versante meridionale verso il nucleo di Santa Giuliana, castello di origine medioevale ben conservato, dove da tutto emana il calore delle cose costruite a misura d&#8217;uomo.</p>
<p>Mantenendosi sulla sinistra e proseguendo la strada, si arriva  nella località Galera.</p>
<p>Di fronte si leva imponente il profilo di pendici si gode un panorama molto suggestivo. Sulla sua vetta sono emerse recentemente le fondamenta di un antichissimo santuario italico, oggetto di scavo da parte della Soprintendenza archeologica di Perugia. Circoscrivendo l&#8217;Acuto e seguendo la segnaletica, si arriva in località (513 m.); piegando poi sulla sinistra, a Cicaleto di sopra (432 m.), da dove si inizia a scendere, attraverso Col di Boncio (405 m.), verso il podere Casanova, posto ai bordi della strada asfaltata che, sulla destra, in 1,5 km, riconduce alla Badia, al punto di partenza.</p>
<p>Gran parte della superficie su cui insiste quest&#8217;itinerario è interessata da formazioni boschive molto diverse tra loro per tipologia, forma di governo ed età. si riscontrano importanti estensioni di macchia mediterranea con netta predominanza di leccio. Sono presenti pure dei castagneti e boschi di roverella e carpino nero. Oltre alle diverse formazioni boschive il paesaggio è condizionato da numerosi pascoli che hanno preso il posto dei coltivi, un tempo assai estesi dato il maggiore sviluppo dell&#8217;attività agricola.</p>
<p>La fauna è rappresentata principalmente da lepre e cinghiale; l&#8217;avifauna da passeriformi, dei quali ne sono state osservate una trentina di specie.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-421" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Bibliografia-AltoTevereNatura.jpg" alt="" width="300" height="224" />Tratto da:</p>
<p>Alto Tevere Natura &#8211; Sentieri<br />
Itinerari della Regione dell&#8217;Umbria<br />
Percorsi Verdi nell&#8217;Alta Valle del Tevere Umbro</p>
<p>Comunità Montana Alto Tevere Umbro</p>
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