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	<title>Città del Tevere &#187; Libri consigliati</title>
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	<description>Il nostro territorio in un click</description>
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		<title>Fiabafilaballastrocche per il giorno e per la notte</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 13:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fondazione Lungarotti al MOO Museo dell&#8217;Olivo e dell&#8217;Olio
il 17 agosto un pomeriggio dedicato ai bambini di ieri e di oggi per la presentazione del libro
Fiabafilaballastrocche per il giorno e per la notte
di Maria Luisa Ranieri,
pubblicate da Morlacchi Editore e presentate dal giornalista Antonio Boco.
Fiabe, filastrocche e giochi di parole messi insieme con estro, fantasia e delicata sensibilità.
L’Autrice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/08/Fiabafilaballastrocche.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"></a><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/08/Fiabafilaballastrocche.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="aligncenter size-full wp-image-2198" title="Fiabafilaballastrocche" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/08/Fiabafilaballastrocche.jpg" alt="" width="300" height="319" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fondazione Lungarotti al MOO Museo dell&#8217;Olivo e dell&#8217;Olio</strong></p>
<p style="text-align: center;">il 17 agosto un pomeriggio dedicato ai bambini di ieri e di oggi per la presentazione del libro</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fiabafilaballastrocche per il giorno e per la notte<br />
</strong>di <strong><em>Maria Luisa Ranieri</em></strong>,</p>
<p style="text-align: center;">pubblicate da Morlacchi Editore e presentate dal giornalista Antonio Boco.</p>
<p style="text-align: center;">Fiabe, filastrocche e giochi di parole messi insieme con estro, fantasia e delicata sensibilità.<br />
L’Autrice, maestra elementare per metà umbra e per metà toscana, laureatasi a Pisa,<br />
ha insegnato per 42 anni con entusiasmo e partecipazione in varie scuole delle campagne umbre.</p>
<p style="text-align: center;">Dopo aver perfezionato, nei lunghi anni nella scuola, la conoscenza del dialetto,<br />
scrive testi di vario genere in italiano e in vernacolo, spesso ispirandosi alla cultura popolare.</p>
<address>MOO Museo dell’Olivo e dell’Olio<br />
Mercoledì, 17 agosto 2011 &#8211; ore 18.30<br />
info: 075 9880300<br />
<a href="mailto:prenotazionimusei@lungarotti.it">prenotazionimusei@lungarotti.it<br />
</a><a href="http://www.lungarotti.it/fondazione" target="_blank">www.lungarotti.it/fondazione</a></address>
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		<title>Il Lanificio di Ponte Felcino</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 15:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Lanificio di Ponte Felcino
di Pier Paolo Vicarelli
Ci sono territori che si identificano con un’azienda o addirittura con un prodotto, nonostante  nel corso degli anni si manifestino radicali mutamenti , comunque si rimane agganciati ad una precisa memoria, valgano alcuni esempi come Marsciano con Fornaci Briziarelli, Buitoni con San Sepolcro, Perugia con la Perugina, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/07/Copertina-libro.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="alignleft size-medium wp-image-2112" title="Copertina libro" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/07/Copertina-libro-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a></p>
<p><strong>Il Lanificio di Ponte Felcino</strong></p>
<p>di Pier Paolo Vicarelli</p>
<p>Ci sono territori che si identificano con un’azienda o addirittura con un prodotto, nonostante  nel corso degli anni si manifestino radicali mutamenti , comunque si rimane agganciati ad una precisa memoria, valgano alcuni esempi come Marsciano con Fornaci Briziarelli, Buitoni con San Sepolcro, Perugia con la Perugina, la Pasta Ponte con Ponte San Giovanni, e Ponte Felcino con il Lanificio.</p>
<p>Non a caso inserisco il Lanificio in questo elenco perché per lungo tempo questa azienda ha rappresentato  una delle realtà industriali più importanti dell’Umbria e sicuramente della provincia di Perugia. E’ certamente la prima azienda, per dimensioni ed organizzazione, a carattere industriale moderno della regione quando inizia la sua attività in coincidenza con i primi passi dell’Unità d’Italia.</p>
<p>Finalmente abbiamo un libro che racconta in modo chiaro le diverse vicissitudini che si sono alternate nella vita di questa azienda: <strong>Il Lanificio di Ponte Felcino</strong> di <em>Pier Paolo Vicarelli</em> (ed. Pro Loco Felciniana,2011, euro 12,00). Questo testo arriva in un momento in cui il dibattito sullo sviluppo industriale nel nostro paese è assai ampio e a tratti anche drammatico perché alcuni segnali ci fanno intendere quanto ormai sia profonda la crisi e quanto impreparata la nostra classe dirigente ad individuare possibili nuove soluzioni di crescita.</p>
<p>All’interno del volume, ciò che a mio avviso, risulta interessante è il vedere come cresce, come si organizza, come mette le radici, come si espande un’idea imprenditoriale. Vicarelli ci fornisce il ritratto di un mondo che non esiste più, di quando l’economia era mossa da protagonisti reali e non finti, di quando l’idea imprenditoriale si confrontava con le capacità, le intuizioni, la volontà, la passione non soltanto di una persona (il proprietario, il padrone) ma di una intera collettività (la classe operaia, gli impiegati, così come l’intera comunità esterna all’azienda) .</p>
<p>Vicarelli ci fa scorrere davanti gli occhi le storie di uomini e donne che  in questi ultimi 150 anni hanno costruito ricchezza e valore non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale. Dalla famiglia Bonucci che individuò questo territorio per creare l’azienda a cui affiancò la realizzazione di una piccola centralina idroelettrica per la produzione dell’energia utile alla manifattura;  alla famiglia Guelpa che rilevò l’azienda guidandola oltre la crisi della II° guerra mondiale progettando anche una diversificazione del mercato con la creazione della “Felce”, l’ azienda che impiegava tessuti per una linea di abiti per la donna degli anni ‘60, alla famiglia Ginocchietti  che indirizzò il Lanificio, con un’accentuata verticalizzazione del ciclo produttivo, verso l’opzione Alta Moda alla Manrico Calzoni di oggi che si è ritagliata uno spazio nella lavorazione del cachemire.</p>
<p>Nel libro di Vicarelli non è stata registrata una voce tra le tante impegnate nel dibattito che vi fu all’interno delle maestranze al momento precedente l’arrivo di Calzoni. All’interno di un gruppo di dipendenti (operai e impiegati) si fece strada l’idea di acquistare il Lanificio impegnando le quote relative al licenziamento. La proposta non trovò alcuna sponda nei sindacati così come nelle istituzioni e quindi si spense. Chissà che fosse quell’idea imprenditoriale che tornava a riemergere in un modo del tutto nuovo e imprevisto e che si sarebbe comunque affacciata su una evoluzione del settore tessile davvero incredibile e terribile, quello che Edoardo Nesi ha raccontato così “dolorosamente” bene in “ Storia della mia gente” (Ed. Bompiani).</p>
<p><strong>Rolando Boco</strong></p>
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		<title>Dedicatoria &#8211; Music for flute in 20th century Spain</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 17:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[flauto]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Con la palabra se dicen cosas humanas; con la musica se expresa eso que nadie conoce ni lo puede definir, pero que en todas existen mayor o menor fuerza. La musica es el arte por naturaleza.  Podria decirise que es el campo eterno de las ideas.&#8221;
Sono parole di Garcia Loraca in occasione della Fiesta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/02/Dedicatoria.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="aligncenter size-full wp-image-1848" title="Dedicatoria" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/02/Dedicatoria.jpg" alt="" width="500" height="497" /></a><br />
&#8220;Con la palabra se dicen cosas humanas; con la musica se expresa eso que nadie conoce ni lo puede definir, pero que en todas existen mayor o menor fuerza. La musica es el arte por naturaleza.  Podria decirise que es el campo eterno de las ideas.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sono parole di Garcia Loraca in occasione della <em>Fiesta del Cante</em> jondo nel 1922. E&#8217; questo il punto di fuga dell&#8217; ascolto dei brani dei compositori spagnoli raccolti in questa pubblicazione, ove l&#8217;elemento folklorico si profila come motivo essenziale e straordinariamente nuovo e si innesta nel linguaggio stilistico di derivazione tardo-romantica, con il risultato di una musica  colta, proiettata verso la modernità pur con il disegno delle linee leggere del melos nazionale. L&#8217;ascolto cattura in un istante la trama del nostro cuore grazie a una spontaneità viva, quasi panteistica con il materiale sonoro come se, oltre il fattore stilistico, l&#8217;intenzione più profonda dei compositori sia quella di una rappresentazione plastica di uno stato d&#8217;animo, evitando l&#8217;introspezione psicologica o l&#8217;ossessione del simbolico, per creare nella sola sfera dell&#8217;espressione, fusa a ciò che l&#8217;ha determinata, la sola giustificazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(dalla presentazione di Raffaele D&#8217;Aniello)</em></p>
<p><em><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/02/Dedicatoria2.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="aligncenter size-full wp-image-1849" title="Dedicatoria2" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/02/Dedicatoria2.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></em></p>
<p><strong>Dedicatoria<br />
music for flute in 20th century Spain</strong></p>
<table border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="500">
<tbody>
<tr>
<td width="40"></td>
<td width="167"><em><strong>Salvador Brotons</strong></em></td>
<td width="223">Sonata op. 21</td>
<td width="52"></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>1.</td>
<td></td>
<td>Lento cantabile</td>
<td>5&#8242;13&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>2.</td>
<td></td>
<td>Presto</td>
<td>8&#8242;50&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>3.</td>
<td><em><strong>F. Moreno Torroba</strong></em></td>
<td>Dedicatoria</td>
<td>4&#8242;04&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>4.</td>
<td><em><strong>Juliàn Menéndez</strong></em></td>
<td>Nocturno</td>
<td>6&#8242;58&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>5.</td>
<td><em><strong>Jesùs Guridi</strong></em></td>
<td>Tirana</td>
<td>3&#8242;43&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>6.</td>
<td><em><strong>Manuel Infante</strong></em></td>
<td>Chanson gitane</td>
<td>4&#8242;13&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td><em><strong>Montserrat Torras</strong></em></td>
<td>Three Movements for Sarah</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>7.</td>
<td></td>
<td>&#8220;Streams&#8221;</td>
<td>4&#8242;45&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>8.</td>
<td></td>
<td>&#8220;Song of the Fire&#8221;</td>
<td>3&#8242;59&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td><span class="Stile1">0</span>9.</td>
<td></td>
<td>&#8220;In the playground&#8221;</td>
<td>2&#8242;15&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>10.</td>
<td><em><strong>Joaquin Rodrigo</strong></em></td>
<td>Aria antigua</td>
<td>2&#8242;50&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>11.</td>
<td><em><strong>Xavier Montsalvatge</strong></em></td>
<td>Serenata a Lyclia de Cadaqués</td>
<td>9&#8242;32&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>12.</td>
<td><em><strong>Oscar Esplà</strong></em></td>
<td>Chants d&#8217;antan</td>
<td>2&#8242;55&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td><em><strong>Amando Blanquer</strong></em></td>
<td>Sonatina Jovenivola</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>13.</td>
<td></td>
<td>&#8220;L&#8217;Ocell Irisat&#8221;</td>
<td>1&#8242;33&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>14.</td>
<td></td>
<td>&#8220;Petita Egloga&#8221;</td>
<td>3&#8242;05&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>15.</td>
<td></td>
<td>&#8220;Roda la Sinia&#8221;</td>
<td>2&#8242;12&#8243;</td>
</tr>
<tr>
<td>16.</td>
<td><em><strong>Manuel Palau</strong></em></td>
<td>Dolçainers</td>
<td>3&#8242;45&#8243;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Cento anni&#8230; suonati!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 10:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Prefazione di Stefano Ragni
Vivere di Banda
(&#8230;) E&#8217; come se, in tempi di criticità, un certo tipo di Umbria volesse riscoprire i valori civili che sono alla base del suo secolare spirito solidaristico ed ecumenico.
Fare banda insieme vuol dire condividere le gioie, quando ci sono, ma anche i dolori e di questi il libro di Vicarelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/Cento-Anni-Suonati.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="alignleft size-full wp-image-1796" title="Cento-Anni-Suonati" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/Cento-Anni-Suonati.jpg" alt="" width="350" height="491" /></a><br />
<em>Prefazione di Stefano Ragni</em><br />
<strong>Vivere di Banda</strong><br />
(&#8230;) E&#8217; come se, in tempi di criticità, un certo tipo di Umbria volesse riscoprire i valori civili che sono alla base del suo secolare spirito solidaristico ed ecumenico.<br />
Fare banda insieme vuol dire condividere le gioie, quando ci sono, ma anche i dolori e di questi il libro di Vicarelli ne racconta molti, soprattutto in tempi non così lontani. Sfogliando le pagine che si susseguono con i ritmi di un romanzo ben costruito, non si può non condividere l&#8217;orgoglio della rinascita, dopo la devastazione della guerra, grazie allo spirito di ricostruzione e alla volontà di farsi nuovi attraverso il recupero della tradizione.<br />
Non si poteva ignorare, e Vicarelli non l&#8217;ha fatto, il contributo di tanti personaggi, grandi e piccoli, umili e potenti, fortunati e bistrattati dal destino, che si sono affacciati sui leggii nel corso del percorso più che centenario. Di molti, soprattutto dei viventi, i profili risultano ancor più marcati e più caratterizzati: degli altri si colgono ancora gli echi di voci non dimenticate.<br />
Tra il Festival di Sanremo con l&#8217;orchestra in rivolta, gli Amici di Maria De Filippi, le stelle che ballano, le ugole di &#8220;X Factor&#8221; e le altre fucine di talenti musicali spesso flosci prima di sbocciare che la televisione italiana bandisce come traguardi da raggiungere, la banda paesana propone ancora valori certi, asciutti, concreti&#8230; che sono l&#8217;associazionismo, la fraternità, la sana e modesta competitività, l&#8217;aggregazione, lo spirito di emulazione, l&#8217;implicito controllo sociale, lo svago sereno, la bisboccia più o meno moderata, il pettegolezzo affeettuoso.<br />
E, non ultimo, un primo approccio con la musica che, per molti ragazzi di paese, può diventare anche occasione di studio e di professione. E&#8217; accaduto a molti e ad altri toccherà. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capitolo I</strong><br />
(&#8230;) Antoniucci, Petrazzini, Paoletti, Rossi, Giuglietti, Agnelotti, Laurenzi, Puletti, Staccioli, Castori, Nataloni, Scardazzi, Vicarelli, Cucchia, Bolli, Paltracca, Tingoli, Fiorentini&#8230; queste ed altre ancora sono le famiglie cui, probabilmente, appartenevano i musicanti di quell&#8217;epoca lontana, nomi che poi puntualmente ritroviamo negli organici del secolo successivo, segno che il culti per la musica era considerato un segno distintivo per quelle famiglie e lo strumento veniva tramandato di padre in figlio, quasi fosse un passaggio del testimone.<br />
Famiglie che, del resto, si conoscevano tutte e che, in gran parte, erano anche imparentate tra loro, visto che, secondo i registri parrocchiali, nel 1871 la popolazione residente nel centro abitato di Ponte Felcino ammonatava a sole 892 unità, mentre nelle cosiddette &#8220;case sparse&#8221;, situate nelle campagne limitrofe, vivevano ben 3.187 persone, dedite prevalentemente all&#8217;agricoltura in veste di mezzadri o, più semplicemente, di &#8220;casengoli&#8221;, cioè braccianti affittuari.<br />
Tecnicamente, nel riferirci a quel complesso musicale ottocentesco, non di &#8220;banda&#8221; si dovrebbe parlare ma, più semplicemente, di &#8220;fanfara&#8221;, vale a dire di un complesso il cui organico era composto unicamente da ottoni e il cui repertorio, per forza di cose, doveva essere limitato ad alcuni precisi generi musicali, con particolare predisposizione per le marce militari. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cento anni&#8230; suonati!</strong><br />
di Stefano Vicarelli<br />
Volume edito a cura dell&#8217;Accademia Filarmonica di Ponte Felcino con  il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del  Comune di Perugia.<br />
Prima edizione: finito di stampare nel mese di novembre 2010 dalla Tipografia Pontefelcino.<br />
Pag. 383<br />
Euro 20,00 (Libro + CD)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Umbria: scopri l’arte di vivere</title>
		<link>http://www.cittadeltevere.it/libri-consigliati/umbria-scopri-l%e2%80%99arte-di-vivere/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 09:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Poche regioni come l’Umbria sono capaci di suscitare emozioni così intense. Attraversare questa terra dai diversi profili e dalle molteplici anime è come addentrarsi in una dimensione dove suggestioni spirituali, testimonianze artistiche ed eccellenze ambientali si fondono in un equilibrio armonioso
Immergersi nella quiete delle sue campagne, perdersi nei colori sfumati dei suoi paesaggi che sembrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1673" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/11/Umbria-ScopriArteVivere.jpg" alt="" width="200" height="280" /></p>
<p>Poche regioni come l’Umbria sono capaci di suscitare emozioni così intense. Attraversare questa terra dai diversi profili e dalle molteplici anime è come addentrarsi in una dimensione dove suggestioni spirituali, testimonianze artistiche ed eccellenze ambientali si fondono in un equilibrio armonioso</p>
<p>Immergersi nella quiete delle sue campagne, perdersi nei colori sfumati dei suoi paesaggi che sembrano usciti da un affresco rinascimentale è come unirsi al ritmo segreto di un mondo nel quale l’uomo e la qualità della sua vita sono valori condivisi.</p>
<p>Una terra antica che continua a sprigionare energie vitali, che avvolgono il visitatore sollecitandone la curiosità, l’intelletto ed il cuore. Un’esperienza alla scoperta dell’arte di vivere, non solo nei luoghi dell’anima ma anche nell’autentica espressione di una cultura ricca di saperi e sapori.</p>
<p>Camminare a piedi, muoversi in bicicletta o a cavallo sono senz’altro i modi che ci permettono di entrare in contatto con le terre umbre. L’importante è avere lo spirito giusto, “camminare ad occhi aperti”, essere disponibili all’incontro con gli altri, con se stessi e con l’ambiente che si attraversa.</p>
<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/11/TappeViaFrancigena.pdf" target="_blank">Le Tappe della Via Francigena</a></p>
<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/11/CredenzialeDelpellegrino.pdf" target="_blank">Credenziale del Pellegrino</a></p>
<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/11/ConsigliUtiliInformazioni.pdf" target="_blank">Consigli utili e informazioni</a></p>
<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/11/DepliantViaFrancigena.pdf" target="_blank">Depliant con le informazioni turistiche</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Hollywood sul Tevere. Anatomia di un fenomeno</title>
		<link>http://www.cittadeltevere.it/libri-consigliati/hollywood-sul-tevere-anatomia-di-un-fenomeno/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Presentazione del volume &#8220;Hollywood sul Tevere. Anatomia di un fenomeno&#8221; a cura di Stefano Della Casa e Dario Edoardo Viganò
Martedì 2 novembre 2010 ore 11.30 &#8211; Libreria Notebook &#8211; Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro De Coubertin, 30 Roma
Ne parlano con Stefano Della Casa: Lando Buzzanca, Piera Detassis, Gabriele Antinolfi, Marco Spagnoli
Il volume propone un’analisi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1668" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/10/HollywoodsulTevere.jpg" alt="" width="190" height="259" /><br />
Presentazione del volume &#8220;Hollywood sul Tevere. Anatomia di un fenomeno&#8221; a cura di Stefano Della Casa e Dario Edoardo Viganò<br />
Martedì 2 novembre 2010 ore 11.30 &#8211; Libreria Notebook &#8211; Auditorium Parco della Musica<br />
Viale Pietro De Coubertin, 30 Roma</p>
<p>Ne parlano con Stefano Della Casa: Lando Buzzanca, Piera Detassis, Gabriele Antinolfi, Marco Spagnoli</p>
<p>Il volume propone un’analisi dei fattori culturali e dei meccanismi produttivi che contribuirono alla nascita di uno dei periodi più fulgidi del cinema italiano, scandagliando un fenomeno che concorse ad innescare profondi cambiamenti economici e sociali nel nostro paese. Ma come accadde tutto questo? Quali meccanismi finanziari resero possibile quel miracolo, figlio legittimo di un autentico boom economico? Quali ricordi conservano i protagonisti di quegli anni? Il libro intende rispondere proprio a queste domande attraverso i saggi di Elena Mosconi, Simone Venturini, Guglielmo Pescatore, Orio Caldiron, Raffaele De Berti, Alberto Crespi, Marco Spagnoli, Luca Pallanch e le interviste, a cura di Marco Grossi, al direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, al cartellonista Silvano “Nano” Campeggi, agli attori Elsa Martinelli, Lando Buzzanca e Franco Interlenghi, e al regista Giovanni Fago.</p>
<p>Una ricca galleria di foto, provenienti dall’Archivio fotografico del Centro Sperimentale di Cinematografia e dall’Archivio storico Luce ci restituisce la magia di un’epoca irripetibile.</p>
<p>Realizzato dalla Divisione Editoria del Centro Sperimentale di Cinematografia edito congiuntamente a Cinecittà Luce con la partecipazione di Studio Universal (Premium Gallery – Mediaset DTT) e distribuita da Mondadori Electa.</p>
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		<title>La Cucina Tradizionale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sapori dell&#8217;Umbria
Santolini Antonella
Pagine 224
KeyBook, marzo 2008
€ 9,90
Introduzione di Enrico Vaime
(&#8230;) Arrivando nella mia città, dalla quale vivo lontano da molti anni, provo ogni volta qualcosa che il mio mestiere di umorista mi consiglia di nascondere, ma che somiglia molto alla commozione e che si manifesta con la pelle d&#8217;oca, la voglia di fermarmi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-985" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/i_sapori_dell_umbria.jpg" alt="" width="175" height="235" />I sapori dell&#8217;Umbria</strong></p>
<p>Santolini Antonella</p>
<p>Pagine 224</p>
<p>KeyBook, marzo 2008</p>
<p>€ 9,90</p>
<p><em>Introduzione di Enrico Vaime</em></p>
<p>(&#8230;) Arrivando nella mia città, dalla quale vivo lontano da molti anni, provo ogni volta qualcosa che il mio mestiere di umorista mi consiglia di nascondere, ma che somiglia molto alla commozione e che si manifesta con la pelle d&#8217;oca, la voglia di fermarmi a parlare con la gente nel dialetto per oltre vent&#8217;anni trascurato, il desiderio di sentire ancora il profumo dei tigli che scoppia violento in giugno ed era stato per tanto tempo l&#8217;avvertimento che le scuole stavano per finire. Fra stimoli così diversi, arrivando a Perugia, c&#8217;è anche l&#8217;odore della torta di Pasqua, una pizza al formaggio che, nonostante il nome, in Umbria si continua a fare tutto l&#8217;anno. E il ricordo dei &#8220;piatti di una volta&#8221; che qui da noi però miracolosamente non sono andati persi, anzi continuano nonostante tutto, un&#8217;epoca inspiegabilmente felice.</p>
<p>E così ricordo una grande casa di campagna (ma non era poi così grande: mi ricomparve improvvisamente piccola quando ci tornai adulto) e la cucina, che era il motore di tutta la via di quegli anni: luogo di ritrovo per lunghe serate davanti al camino sul quale si gettavano chicchi di granturco che scoppiavano trasformandosi in fiori bianchi, che poi gli americani tentarono invano di farmi chiamare popcorn. Ricordo la vescica di strutto appesa vicino ai fornelli come una sorta di attrezzatura d&#8217;emergenza. Allora lo strutto era alla base di moltissimi piatti e la gente mangiava senza che il fegato scoppiasse come succede adesso. Forse una volta il fegato non l&#8217;avevano: che sia un&#8217;invenzione moderna com il flipper? Si faceva il &#8220;battuto&#8221; e nessuno parlava di colesterolo. L&#8217;olio era verde e buono, i polli non avevano quel sapore di <em>moplen</em> di oggi, il lardo si metteva in mezzo al pane per merende che ignoravano le nutelle e altre similari raffinatezze, le spighe di granturco cotte sulla brace sostituivano i &#8220;fuoripasto&#8221; precotti, e si cucinava il farro (una farina di grano duro di antichissima tradizione) con l&#8217;osso del prosciutto senza pensare al circuito della bile. Che forse non c&#8217;era ancora nemmeno lei.<br />
Mangiare da noi era, e in certo senso è anche oggi, qualcosa di più del semplice nutrirsi: momento di amicizia, convivio, modo per esercitare la fantasia e combattere così una relativa povertà d&#8217;ingredienti.</p>
<p>Già, la cucina umbra è &#8220;cucina povera&#8221;.  Per questo l&#8217;amo quando riesce a valorizzare al massimo quello che la terra sa dare. Anche quando esalta i suoi piatti col tartufo nero considerato con compatimento dagli estimatori del bianco che guardano ad Alba come fosse Las Vegas. Il tartufo nero è buono, non aggressivo, con una sua discrezione che non gli fa annullare violentemente i sapori con quali si incontra. Ha in fondo le stesse caratteristiche della gente di Norcia che lo cerca e lo commercia.</p>
<p>Mi accorgo di aver divagato, di aver citato a caso ingredienti diversi: ma è proprio facendo caso agli ingredienti che si scoprirà la vera natura della nostra cucina. E si eviteranno le confusioni. Da noi si fa una pizza rustica, bassa, fatta di farina, uova e poco più; si cuoce sul carbone, adagiata sopra una specie di coperchio composto di scaglie di marmo impastate con la creta. Questa tortina si mangia con il prosciutto. Qualcuno la confonde o la paragona alla piada romagnola: è segno che non è mai venuto in Umbria o, se c&#8217;è venuto, s&#8217;è distratto e ha preso sottogamba questo piatto povero così caratteristico per noi e per la nostra cucina non sofisticata, semplice, genuina. Simpatica stavo per dire.</p>
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		<title>Arte e Fede nei luoghi dello Spirito</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono dei luoghi, siti archeologici, sorgenti perenni, vette di monti e antiche caverne ove vibra una particolare energia.
In certi romitori, chiostri, luoghi abituali di preghiera, si sperimenta un benessere anche fisico dello stare in silenzio avvolti nei propri pensieri, nei cento ricordi.
I santi spesso hanno cercato questi siti particolari, li hanno visitati ed eletti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-871" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Arte-Fede-Luoghi-Spirito.jpg" alt="" width="350" height="394" />Ci sono dei luoghi, siti archeologici, sorgenti perenni, vette di monti e antiche caverne ove vibra una particolare energia.</p>
<p>In certi romitori, chiostri, luoghi abituali di preghiera, si sperimenta un benessere anche fisico dello stare in silenzio avvolti nei propri pensieri, nei cento ricordi.</p>
<p>I santi spesso hanno cercato questi siti particolari, li hanno visitati ed eletti a dimora: Benedetto per Subiaco e Cassino; Bruno per la Certosa di Serra e tanti altri.</p>
<p>Questi luoghi frequentati dai cristiani con devozione e spirito di penitenza o di festa, lungo i secoli si sono trasformati in complessi architettonici, scrigni d&#8217;arte ove trionfa la bellezza e la spiritualità acquista spessore.</p>
<p>Questa collana di libri illustrati vuole essere un pellegrinaggio e un diario, una documentazione nuova e inedita di questa realtà e ricchezza spirituale.</p>
<p>Una catena di suggestive emozioni, attraverso le varie regioni italiane dalle Alpi alla Sicilia, dalla costa mediterranea alla pianura padana.</p>
<p>Gli itinerari presentati nel libro:</p>
<p><strong>UMBRIA</strong></p>
<p>Foligno &#8211; Abbazia di Santa Croce di Sassovivo<br />
Gubbio &#8211; Santuario di Sant&#8217;Ubaldo<br />
Assisi &#8211; Basilica patriarcale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola<br />
Assisi &#8211; Santuario-Basilica di San Francesco<br />
Assisi &#8211; Santuario di Santa Chiara<br />
Assisi &#8211; Eremo di Santa Maria delle Carceri<br />
Spoleto &#8211; Monastero di Santa Maria della Stella in San Ponziano<br />
Perugia &#8211; Abbazia di San Pietro<br />
Orvieto &#8211; Duomo<br />
Sant&#8217;Urbano di Narni &#8211; Sacro Speco di San Francesco</p>
<p><strong>MARCHE</strong></p>
<p>Fermo &#8211; Santuario di Santa Maria del Pianto<br />
Montefortino &#8211; Santuario della Madonna dell&#8217;Ambro<br />
Ascoli Piceno &#8211; Monastero di Sant&#8217;Onofrio<br />
Tolentino &#8211; Santuario di San Nicola<br />
San Severino Marche &#8211; Monastero di Santa Caterina<br />
Cingoli &#8211; Monastero di Santa Sperandia<br />
Osimo &#8211; Santuario di San Giuseppe da Copertino<br />
Fabriano &#8211; Santuario della Madonna del Buon Gesù<br />
Genga &#8211; Santuario della Maddonna di Frasassi<br />
Loreto &#8211; Santuario della Santa Casa di Loreto<br />
Chiaravalle &#8211; Santuario di Santa Maria in Castagnola<br />
Mombaroccio &#8211; Convento-Santuario del Beato Sante<br />
Serra Sant&#8217;Abbondio &#8211; Eremo di Santa Croce di Fonte Avellana<br />
Pesaro &#8211; Santuario della Beata Vergine delle Grazie</p>
<address><strong>Arte e Fede nei luoghi dello Spirito &#8211; Umbria, Marche</strong><br />
&#8220;La Grande Biblioteca Cristiana&#8221;<br />
Da un&#8217;idea di Vito Leovino<br />
2006 Periodici San Paolo S.r.l.., Milano<br />
Supplemento al n. 23 di Famiglia Cristiana del 4 giugno 2006<br />
(6,00 Euro in più del costo del settimanale)</address>
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		<title>Sentieri d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[La scuola secondaria di primo grado &#8220;Bonazzi &#8211; Lilli&#8221; di Ponte Felcino, con sedi associate in Piccione, Ponte Pattoli, Ripa, Solfagnano presenta:
SENTIERI D&#8217;ARTE
progetto per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico locale.
Dalla presentazione del Dirigente Scolastico Prof.ssa Francesca Cencetti.
La scuola secondaria di 1° grado “Bonazzi Lilli” ha sentito l’esigenza di proporre il progetto “Sentieri d’Arte” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-866" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/SentieridArte.jpg" alt="" width="250" height="354" />La scuola secondaria di primo grado &#8220;Bonazzi &#8211; Lilli&#8221; di Ponte Felcino, con sedi associate in Piccione, Ponte Pattoli, Ripa, Solfagnano presenta:</p>
<p><strong>SENTIERI D&#8217;ARTE</strong></p>
<p>progetto per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico locale.</p>
<p>Dalla presentazione del Dirigente Scolastico Prof.ssa Francesca Cencetti.</p>
<p>La scuola secondaria di 1° grado “Bonazzi Lilli” ha sentito l’esigenza di proporre il progetto “Sentieri d’Arte” per avvicinare i ragazzi e le ragazze al patrimonio artistico locale, perché oggi più che mai si rileva, nelle nuove generazioni, una frattura tra passato e presente. Il linguaggio visivo, nella società contemporanea, è stato arricchito e a volte soppiantato dalla realtà virtuale fornita dai nuovi mezzi di comunicazione, ma paradossalmente ha impoverito il fruitore giovane che rimane sempre più distratto. (…)</p>
<p>Le studentesse e gli studenti hanno accolto con entusiasmo il progetto “Sentieri d’Arte”, per due motivi fondamentali: il primo è stato il desiderio di riscoprire e conoscere aspetti locali di particolare interesse architettonico-artistico in cui opera la nostra scuola, per rispettarli e valorizzarli come espressioni della creatività dell’uomo, per ascoltare attraverso essi il sussurrio e il mormorio dei secoli.</p>
<p>Il secondo motivo è stato il piacere di aver condiviso un lavoro comune alle cinque sedi della scuola, per cui le alunne e gli alunni di Ponte Felcino, di Piccione, di Ponte Pattoli, di Solfagnano, di Ripa, hanno lavorato nell’ambito di una didattica dell’ambiente in una Ricerca-Azione partecipata e ad alta valenza formativa.</p>
<p>Infine la consapevolezza da parte degli studenti di produrre un lavoro non concluso nell’esperienza scolastica, ma aperto all’esterno in maniera interattiva, condivisibile con “pubblici esterni”, per creare nuovi legami e valori tra generazioni diverse, li ha stimolati, incuriositi e resi protagonisti.</p>
<p>Sommario:</p>
<p>- Oratorio ed ex-convento di San Francesco e Sant’Antonio a Ponte Felcino</p>
<p>- Castellina di Montecapanno a Pieve Pagliaccia</p>
<p>- Castello di Castel d’Arno</p>
<p>- Torre Strozzi a Parlesca</p>
<p>- Castello Rustichelli a Ponte Pattoli.</p>
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		<title>I borghi medievali di Marche e Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[Un percorso avvincente nei centri medievali delle Marche e dell&#8217;Umbria, magicamente sospesi tra la dolcezza delle colline, l&#8217;asprezza dei monti, la vastità dell&#8217;orizzonte marino. Provincia per provincia alcune delle più spettacolari realtà urbane del territorio umbro-marchigiano: Assisi, Camerino, Fabriano, Gubbio, Orvieto, Spoleto, Todi, Urbino. Un itinerario tra storia, tradizione, arte, cultura e natura.
Un&#8217;ampia introduzione generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-863" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Borghi-medievali-Marche-Umbria.jpg" alt="" width="250" height="418" />Un percorso avvincente nei centri medievali delle Marche e dell&#8217;Umbria, magicamente sospesi tra la dolcezza delle colline, l&#8217;asprezza dei monti, la vastità dell&#8217;orizzonte marino. Provincia per provincia alcune delle più spettacolari realtà urbane del territorio umbro-marchigiano: Assisi, Camerino, Fabriano, Gubbio, Orvieto, Spoleto, Todi, Urbino. Un itinerario tra storia, tradizione, arte, cultura e natura.</p>
<p>Un&#8217;ampia introduzione generale per scoprire e capire lo svolgimento storico delle due regioni durante il Medioevo, segnato da non pochi punti di contatto ma anche da esperienze diverse e sovente divergenti.</p>
<p>Itinerari consigliati che attraversano le diverse province umbro-marchigiane, per potersi orientare con estrema facilità.</p>
<p>Una dettagliata trattazione sulla storia, le origini, le tradizioni di 42 magnifici borghi, 22 marchigiani e 20 umbri: una scelta degli edifici e delle opere d&#8217;arte più interessanti da vedere, oltre, ovviamente, alla segnalazione di curiosità ed eventi legati alla cultura locale.</p>
<p>Oltre 250 foto a colori e numerose piantine per guidare i visitatori all&#8217;interno dei borghi più importanti.</p>
<p>In appendice, una breve guida degli hotel e dei ristoranti dove potersi fermare durante il viaggio e l&#8217;indice dei luoghi e dei monumenti principali.</p>
<address>Medioevo Guide n. 1/2006<br />
De Agostini Periodici<br />
€ 12,00</address>
]]></content:encoded>
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