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	<title>Città del Tevere &#187; Ambiente</title>
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	<description>Il nostro territorio in un click</description>
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		<title>Plastic Food &#8211; Potsy</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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L&#8217;installazione di land art &#8220;Plastic food&#8220; è l&#8217;ultima di una serie di installazioni iniziata nel 2000, caratterizzate dall&#8217;utilizzo di materie plastiche. Potsy è convinto che l&#8217;uomo viva un amore non corrisposto con questo meraviglioso ed oramai insostituibile polimero. Quest&#8217;opera d&#8217;arte non è che un invito ad una passeggiata in un paesaggio futuribile purtroppo presente, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/08/Plastic_Food_Potsy.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="aligncenter size-full wp-image-2213" title="Plastic_Food_Potsy" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/08/Plastic_Food_Potsy.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>L&#8217;installazione di land art <strong><em><span style="color: #800000;">&#8220;<a href="http://www.plasticfood.it/" target="_blank">Plastic food</a>&#8220;</span></em></strong> è l&#8217;ultima di una serie di installazioni iniziata nel 2000, caratterizzate dall&#8217;utilizzo di materie plastiche. Potsy è convinto che l&#8217;uomo viva un amore non corrisposto con questo meraviglioso ed oramai insostituibile polimero. Quest&#8217;opera d&#8217;arte non è che un invito ad una passeggiata in un paesaggio futuribile purtroppo presente, che ci sembra distante dalle nostre verdi colline umbre, ma che in realtà non è poi così lontano. <strong>Una riflessione semplice, dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti</strong>. Non possiamo più attendere che l&#8217;inconsapevolezza di un futuro distratto tolga ai nostri figli il quotidiano a noi familiare: passeggiare in un campo con l&#8217;erba appena tagliata, sentire il leggero profumo delle presse di fieno ci riporta al contatto con la natura e questa deve essere un&#8217;eredità per tutti. &#8220;Plastic Food&#8221; rappresenta ciò che vivremo, ciò che ci attende e che purtroppo in altre regioni e già passato-presente. Sopravviviamo in una società che cannibalizza certezze, che cerca in tutti i modi di sostituirsi alla normale natura di tutte le cose, viventi e semplici, che ha fatto diventare carnivori gli erbivori, in una logica di profitto perversa che alla fine ci si è ritorta contro.</p>
<p>La natura implode nella frustrazione nella quale versa, improvvisa malesseri che si concretizzano in nuove pandemie. Camminare attraverso l&#8217;installazione di Potsy vi proietterà in un&#8217;istantanea capace di farvi comprendere la reale disarmonia di un esperienza accanto ai nostri rifiuti quotidiani, macchie di colore fuori tono, abituati come siamo alle solite meravigliose installazioni di operatori agricoli distratti.</p>
<p>Un viaggio che vi permetterà di abbracciare presse diverse di un futuro-presente che nessuno di noi vorrebbe nel proprio giardino. All&#8217;interno dell&#8217;installazione manca un&#8217;eco-pressa e questo non è casuale, diverse sere ho infatti dormito in quel vuoto completando l&#8217;opera nel suo disegno. Io stesso in un futuro presente sarò infatti smaltito né più né meno come un balla di plastica compressa. Le generazioni future si ritroveranno ad esumare le salme dei propri avi e invece di polvere troveranno parti non anatomiche di chissà quale polimero utilizzato per &#8220;abbellirci&#8221; e farci sentire accettati nella società. Quest&#8217;opera non è altro che il proseguo di plastic flower.</p>
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		<title>Guasto Diga Montedoglio: &#8220;Necessario il monitoraggio del Tevere&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 14:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[diga]]></category>
		<category><![CDATA[Montedoglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una centralina di monitoraggio, posizionata nel punto più basso tra i  territori dei comuni di Citerna e San Giustino, per controllare  costantemente il livello del fiume Tevere.
La richiesta, passata la  paura per il guasto alla Diga di Montedoglio dei giorni scorsi, è stata  avanzata dai Sindaci dei due comuni, Giuliana Falaschi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/diga_montedoglio.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="size-full wp-image-1748 alignleft" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/diga_montedoglio.jpg" alt="" width="376" height="248" /></a>Una centralina di monitoraggio, posizionata nel punto più basso tra i  territori dei comuni di Citerna e San Giustino, per controllare  costantemente il livello del fiume Tevere.</p>
<p style="text-align: justify;">La richiesta, passata la  paura per il guasto alla Diga di Montedoglio dei giorni scorsi, è stata  avanzata dai Sindaci dei due comuni, Giuliana Falaschi e Fabio Buschi,  nel corso di un incontro con il presidente della Provincia di Perugia,  Marco Vinicio Guasticchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio quest&#8217;ultimo ha confermato come  imminente l&#8217;allestimento di un tavolo tra le Province di Perugia e  Arezzo, con il coinvolgimento di tutti i Comuni e di tutti i soggetti  interessati alla vicenda diga, compreso l&#8217;Ente irriguo umbro-toscano che  ne è gestore.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ora, ha affermato il Presidente della provincia di  Perugia, è necessario fare la massima chiarezza in merito a quanto  accaduto e guardare al futuro, in una logica di coordinamento di tutti  gli enti Locali”. Guasticchi ha poi ricordato che nel marzo prossimo  sara&#8217; in funzione la centrale operativa della polizia provinciale che  potra&#8217; gestire in modo ancora piu&#8217; adeguato le situazioni di emergenza e  che presto sara&#8217; attivato il sistema di videoconferenza per dialogare  in tempo reale con tutti i Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/diga_montedoglio_4.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="alignright size-full wp-image-1749" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/diga_montedoglio_4.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il guasto alla diga di  Montedoglio avrebbe creato notevoli danni alle aziende agricole  dell&#8217;Altotevere che hanno avuto i campi completamente sommersi dai  milioni di metri cubi di acqua fuoriusciti. La segnalazione giunge dalla  Cia dell&#8217;Umbria, che sottolinea i danni alle colture in atto, come il  grano, ed i considerevoli costi che le aziende debbono affrontare per il  ripristino delle sistemazioni idraulico-agrarie, in particolare, dei  canali di scolo negli appezzamenti di terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;associazione  agricola, anche alcuni edifici rurali, soprattutto magazzini e rimesse  sono stati completamente sommersi dall&#8217;acqua con danni notevoli a  macchinari, mezzi agricoli ed altre attrezzature. “E&#8217; per questo  necessario – conclude la Cna umbra &#8211; attivare subito le procedure per  indennizzare gli agricoltori che, in attesa di chiarimenti circa la  responsabilita&#8217; di quanto accaduto, rivolgono la richiesta direttamente  all&#8217;ente gestore dell&#8217;invaso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da www.terninrete.it</p>
<p style="text-align: justify;"><a type="&quot;application/x-shockwave-flash&quot;" href="&lt;object width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/QC5pwZvhrDA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=" target="_blank"></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QC5pwZvhrDA" target="_blank">Guarda il video della rottura della Diga Montedoglio</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/Diga.jpg" class="highslide-image" onclick="return hs.expand(this);"><img class="alignleft size-full wp-image-1750" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2011/01/Diga.jpg" alt="" width="360" height="275" /></a><strong>Sotto la diga di Montedoglio non ci si fida più</strong><br />
I Sindaci di Citerna e San Giustino chiedono una centralina che controlli costantemente il livello del Tevere</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tevere ora fa paura, dopo l’incidente alla diga di Montedoglio nessuno si sente più tranquillo nemmeno più a sud a valle o immediatamente a monte della diga di Corbara in zone che da un eventuale repentino aumento del flusso d’acqua avrebbero da correre rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per intanto i più vicini alla diga toscana hanno chiesto una centralina di monitoraggio da ubicarsi tra i Comuni di Citerna e San Giustino, nel punto più basso, al fine di controllare costantemente il livello del fiume Tevere. E’ quanto richiesto dai sindaci dei due Comuni,che si sono incontrati con il presidente ed il vice presidente della Provincia di Perugina.Nel corso dell’incontro il presidente Guasticchi ha ribadito la notizia dell’imminente incontro interistituzionale tra le due Province di Perugia e Arezzo. Un appuntamento che sarà oggetto di coinvolgimento di tutti i Comuni e di tutti i soggetti interessati alla vicenda compreso l’Ente Irriguo Umbro Toscano.</p>
<p style="text-align: justify;">Guasticchi ha  anche ricordato  che a marzo sarà in funzione la centrale operativa della Polizia Provinciale che potrà gestire in modo ancora più adeguato le situazioni di emergenza e che presto sarà attivato il sistema di videoconferenza per dialogare in tempo reale con tutti i Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">I sindaci, da parte loro hanno sottolineato che “E’ necessario rivedere il ruolo dell’invaso di Montedoglio, pur riconoscendone l’importanza che ha rivestito finora per lo sviluppo delle popolazioni locali, sia dal punto di vista economico che agricolo. Da citare ad esempio anche le recenti opere di adduzione dell’acqua a fine irriguo nel Lago Trasimeno”.</p>
<p>Tratto da www.iltamtam.it</p>
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		<title>Attravers…Arna e Sentieri Aperti 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sentieri e itinerari]]></category>
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		<description><![CDATA[La Camminata di Ripa: tra corteo e processione 
Il 25 aprile, giornata che celebra la Liberazione (non scordiamola e non scordiamolo questo importante giorno!), e quindi non può non essere una giornata di festa, di partecipazione, di solidarietà, di amicizia, del camminare insieme, con la speranza, la necessità e la voglia di cambiare, di scrollarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-976" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_01.jpg" alt="" width="350" height="233" />La Camminata di Ripa: tra corteo e processione </strong></p>
<p>Il 25 aprile, giornata che celebra la Liberazione (non scordiamola e non scordiamolo questo importante giorno!), e quindi non può non essere una giornata di festa, di partecipazione, di solidarietà, di amicizia, del camminare insieme, con la speranza, la necessità e la voglia di cambiare, di scrollarci di dosso questi persistenti fantasmi del passato e questa becera volgarità che ci vuole comandare, ancora.</p>
<p><strong>Il giorno prima:</strong> <em>“Lo sa il cielo che tempo sarà”.</em></p>
<p><strong>Oggi:</strong> <em>ore 6.30, sereno; ore 7.00, sole, cielo libero da nubi e strie chimiche; ore 7.30, solo la cupola del Subasio è coperta da  nuvole e cirri, evanescenti e fragili, residui di umidità notturne, null’altro. E la giornata sarà bellissima.</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-975" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_021.jpg" alt="" width="350" height="233" /><em>Con il nostro stendardo che, quasi un testimone, passa da Pianello a Ripa, eccoci tutti (o quasi tutti) qui in piazza  a Ripa, in piazza Sociale, con il suo monumento ai caduti, con le sue immagini, con la sua targa in memoria di Coppi, il Campionissimo, con la sua difficile bellezza, con le sue inutili autovetture qui parcheggiate.</em></p>
<p><em>In questa camminata di fine aprile, un aprile piovoso e assai poco primaverile, Ripa ci accoglie, anzi ci incute preoccupazione: una camminata che, a ritroso nel tempo, ci sorprende con i suoi ‘Banditi sulla via Regale’:</em></p>
<p><strong>Al castello</strong></p>
<p><em><strong>Il cantastorie:</strong></em><em> Messeri e madame ben venuti al castello di Ripa, io son un di quei giovani che mette le cose a la ventura e del bandito Alfano narro la fortuna.</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-977" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_031.jpg" alt="" width="350" height="233" /></em><strong>Un armato</strong></p>
<p><em>Quelle che attraverseremo son le terre dove Francesco Alfani tramava le sue scorribande, noi saremo la vostra scorta, per questo vi preghiamo di rimanere sempre vicini onde evitare di essere aggrediti. Noi ora scenderemo verso la villa della Ginestrella, 	saliremo verso il violo di S. Gilio del colle, passeremo poi per la via detta Traversa, antica linea di confine tra il contado di Perugia e quello d’Assisi, indi risaliremo per la Via Regale di Porta Sole, detta anche strada Salara perchè da Perugia, dopo aver attraversato il Tevere a Ponte Valliceppi, entrava  nel territorio arnate saliva a Civitella, passava per la Pieve di Ripa, scendeva verso Pianello e poi risaliva a Castel D’Arno, e Giomici quindi, a Fossato di Vico, convogliava nella  Flamina per giungere, in fine, al mar Adriatico.</em></p>
<p><em>Ma ora bando alle ciance, gambe in spalla e via verso l’avventura.</em></p>
<p><strong>Ore 9.20:</strong> <em>il corteo, quasi una processione, si incammina, dalla Piazza Sociale verso la porta del Montarone. Simpatica l’idea del Gino (non il Cerutti, ma il Goti) di affidare il nostro stendardo, la nostra ‘bandiera’ (la ‘bandiera di Attravers…Arna &amp; Sentieri Aperti’, che il buon Gianni ideò anno passato, bandiera che non è rossa, ma come se lo fosse, nello spirito di tanti) ad un paio di ragazzini che, quasi fosse un trofeo storico, con orgoglio la sostengono e con essa aprono l’odierno percorso.</em></p>
<p><em>Ma quanti siamo!?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img class="size-full wp-image-972 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_04.jpg" alt="" width="350" height="233" /></strong></em><strong>ALLA BANDIERA ROSSA</strong><br />
(di Pier Paolo Pasolini)</p>
<p style="text-align: center;">Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa,<br />
tu devi realmente  esistere, perché lui esista;<br />
chi era coperto di croste è coperto di piaghe,<br />
il bracciante diventa mendicante,<br />
il napoletano calabrese, il calabrese africano,<br />
l’analfabeta una bufala o un cane.</p>
<p style="text-align: center;">Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa,<br />
sta per non conoscerti più, neanche coi sensi:<br />
tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie,<br />
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-978" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_05.jpg" alt="" width="350" height="233" />Nel bosco</strong></p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> (a cavallo si pone al centro del sentiero e  interrompe l’incedere della gente)</p>
<p>Ferma, signori ferma, è successa una terribile disgrazia.</p>
<p>(Francesco scende da cavallo e con passo veloce si avvicina alla gente)</p>
<p>Dei banditi hanno assalito un carrettiere che tornava dal mercato e gli hanno rubato tutto, lasciandolo mezzo morto. Ma scusatemi e permettetemi che mi presenti: sono il colonnello Francesco Alfani e l’altro signore a cavallo è messer Boncambi.</p>
<p>Eravamo qui per caso ed abbiamo assistito ad un scena orribile, quel poveruomo sul calesse è stato assalito da tre brutti ceffi, che lo hanno derubato di tutto e, se non fossimo intervenuti noi, prima di ucciderlo l’avrebbero spogliato anche di quei miseri panni che indossava. Qui è pericoloso, ci sono feroci scannagole che fanno quello che le autorità chiamano banditismo di passo e voi a passare siete in molti, basterà quindi che ciascuno mi dia 10 scudi sonanti e io vi proteggerò con i miei uomini. <img class="alignright size-full wp-image-981" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_061.jpg" alt="" width="350" height="233" />No! No, voi in fondo non pensate di  tornare indietro, ci sono i miei uomini che sono laggiù, alle vostre spalle, e non vorrei che qualch’ uno di lor signori, indietreggiando troppo rapidamente, andasse ad incoccia contro una delle loro spade.</p>
<p><em><strong>L’ armato:</strong></em> Conte non vi preoccupate ci so già io a proteggerli !</p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> Ma che paura (rivolto al Boncambi che è rimasto a cavallo), pensa hanno pure un eroico difensore; taci buffone e sguaina il tuo ferro che ore ti infilzerò come un merlo.</p>
<p><em><strong>L’ armato:</strong></em> Ecco l’arma mia, è pronta alla sfida.</p>
<p><em><strong>Francesco:</strong></em> Battermi con te, garzone immondo; io son d’alto lignaggio, e tu sei una pulce con troppo coraggio. Sarà il mio servo Belardino a incrociar con te il suo ferro, io ti guarderò andare all’inferno.</p>
<p><em><strong>Duello:</strong></em> muore l’armato</p>
<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-970" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_07.jpg" alt="" width="350" height="233" />Isabella:</strong></em> (urlando contro l’Alfani)</p>
<p>Assassini, assassini, voi siete solo dei pazzi, io sono venuta qui a Ripa, solamente per fare una passeggiata rilassante e invece mi sembra un incubo: prima il carrettiere mezzo morto, poi voi che ci terrorizzate, adesso un duello mortale, fatela finita, qui ci sono donne e bambini, …cosa state facendo, dove sono gli organizzatori…</p>
<p><em><strong>Francesco: </strong></em>Madama l’organizzatore di tutto son io, il Colonnello Francesco Alfani e lei mi sta dando ai nervi, ringrazi il cielo che è solo una donna.</p>
<p><em><strong>Isabella:</strong></em> Si sono un donna, rivolta disperata alla gente, ma tra di voi, signori, non c’è nessun uomo che abbia il coraggio di affrontare questo avanzo di galera, ci provi lei , o lei , ma proprio nessuno ha il coraggio di affrontare questo pendaglio da forca?</p>
<p><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-969" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_08.jpg" alt="" width="350" height="233" />Francesco:</strong></em> Adesso basta, mi hai proprio stancato, vedo che porti un fazzoletto attorno alla gola, ti fa forse male, ho io un rimedio infallibile che non farà sentir più alcun dolore (la sgozza).</p>
<p>Ah…questa stupida donna, non le avrei fatto alcun male, ma purtroppo come lor signori hanno visto mi ha tolto la spada dalle mani e ora non urla e non soffre più per il mal di gola…</p>
<p>Il signore di queste terre son solo io, e per il vostro bene ricordatevelo sempre anche quando andrete in quel di Pilonico, anche là  ci sarò sempre io  (risata, torna a cavallo e fugge gridando). Vi aspetto tutti a Pilonico Paterno, a presto (risata sarcastica).</p>
<p>Proseguiamo, corteo, processione, amalgama di vissuti, bambini, giovani, adulti, anziani…  Una brevissima sosta. Grazie Graziano per:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;La religione del mio tempo&#8221;</strong><br />
(di Pier Paolo Pasolini)</p>
<p style="text-align: center;"><em>Così giunsi ai giorni della Resistenza senza saperne nulla se non lo stile: fu stile tutta luce, memorabile coscienza di sole. Non poté mai sfiorire, neanche per un istante, neanche quando l’Europa tremò nella più morta vigilia.<br />
Fuggimmo con le masserizie su un carro da Casrsa a un villaggio perduto tra rogge e viti: ed era pura luce.<br />
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano quasi paradisiaci nel tetro azzurrino del piano friulano: ed era pura luce.<br />
Nella soffitta del casolare mia madre<br />
Guardava sempre perdutamente quei monti, già conscia del destino: ed era pura luce.<br />
Coi pochi contadini intorno vivevo una gloriosa vita di perseguitato dagli atroci editti: ed era pura luce.<br />
Venne il giorno della morte<br />
E della libertà, il mondo martoriato<br />
Si riconobbe nuovo nella luce…<br />
Quella luce era speranza di giustizia: non sapevo quale: la Giustizia.<br />
La luce è sempre uguale ad altra luce.<br />
Poi variò: da luce diventò incerta alba, un’alba che cresceva, si allargava sopra i campi friulani, sulle rogge.<br />
Illuminava i braccianti che lottavano.<br />
Così l’alba nascente fu una luce fuori dall’eternità dello stile…<br />
</em><em>Nella storia la giustizia fu coscienza d’una umana divisione di ricchezza, e la speranza ebbe nuova luce.</em></p>
<p>E la lunga colonna colora e ravviva il tratto di percorso che sarà il cammino principale che unirà il Tevere dell’Ansa degli Ornari al Chiascio del Pianello di Castel d’Arno.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-968" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_09.jpg" alt="" width="350" height="233" />Poi la risalita verso Ripa che si snoda lungo la &#8220;antica via Salara&#8221;:<br />
&#8220;il gruppo è compatto, con 134 camminatori (bambini inclusi, non molti ma vivaci e scatenati, e cani esclusi, pochi pochi oggi, ma Romeo non manca), compatti, che precedono di trenta metri i primi 4 inseguitori; a dieci metri altri 2, dopo altri dieci metri altri 2, poi a  cinque metri altri 2, a  venti metri 6, a dieci metri 5, ancora a dieci metri 2, a cinque metri 1, a cinque metri 2, a cinque metri 2, a dieci metri 3, a dieci metri 1 solitario, a cinque metri 2, a trenta metri altri 2, a venticinque metri ben 10, a cinque metri 2, a venti metri 6, a cinque metri 4, a venti metri altri 4, poi a venti metri 2, ad altri venti metri 8, ancora ad altri venti metri 3, ed infine a quaranta metri gli ultimi 8. Fate un pò i conti? Fatti? Ve lo dico io: 217! Giusto? (fatemi sapere se ho contato male!)&#8221;.</p>
<p><strong><img class="size-full wp-image-965 alignright" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Dsc_10.jpg" alt="" width="350" height="233" /></strong>Eccoci a Ripa. Chi allunga, chi accorcia, chi si intrufola, chi ci lascia, chi scompare e poi riappare, chi qua chi là… Ore 12.30 (puntualità ripaiola?): la ‘merendona’ (ma il ‘cestino da viaggio’ de ‘La piazzetta del pane’ con busta [fornita di cannuccia] di succo di frutta alla pera era già stata offerta alla partenza). Oggi (acque e vini esclusi): penne al sugo di pomodoro e peperoncino dolce, pizzette, panini con salame o con coppa di testa, torcolo al latte. Non male no?</p>
<p>E tornarono a casa felici e contenti…</p>
<p><em>Daniele / Nene</em></p>
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		<title>Il Fiume Tevere come risorsa del territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Fiume Tevere]]></category>
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		<category><![CDATA[sentiero]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Pitignano]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata un pò una scommessa fin dal primo momento, perchè portare al centro di una prassi amministrativa un argomento come il fiume Tevere non era una cosa di poco conto e nemmeno una storia dall&#8217;esito scontato.
Per capire quanto sia difficile far camminare un modello di governo del territorio appena-appena più attento ai temi ambientali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-369" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/pontefiumetevere.jpg" alt="" width="300" height="197" />E&#8217; stata un pò una scommessa fin dal primo momento, perchè portare al centro di una prassi amministrativa un argomento come il fiume Tevere non era una cosa di poco conto e nemmeno una storia dall&#8217;esito scontato.</p>
<p>Per capire quanto sia difficile far camminare un modello di governo del territorio appena-appena più attento ai temi ambientali basti ricordare che è del 27.12.&#8217;84 il primo atto pubblico in cui veniva apertamente citato il fiume Tevere ,come soggetto intorno al quale individuare priorità di intervento per arrestare il suo degrado e lentamente il suo annullamento come valore &#8211; entità del paesaggio, risorsa del territorio.</p>
<p>Da allora abbiamo assistito a scelte ed iniziative da &#8220;piccoli passi&#8221;, dietro sollecitazioni ed attenzioni dell&#8217;opinione pubblica:</p>
<p>- il risanamento di numerosi punti discarica,</p>
<p>- il recupero e restauro di antichi tracciati-sentieri lungo il fiume Tevere,</p>
<p>- la realizzazione di impianti per la depurazione dei reflui urbani,</p>
<p>- il recupero di alcune emergenze architettoniche di grande valore.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-373" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/pineta2.jpg" alt="" width="300" height="215" />SEGUENDO I SENTIERI&#8230;</strong></p>
<p>Così permette al visitatore attento, di accorgersi di attraversare una porzione di territorio davvero interessante:si va dal complesso del &#8220;vecchio mulino&#8221; di Ponte San Giovanni al nuovo ponte, si costeggia l&#8217;ansa degli Ornari per arrivare alle bellissime arcate del ponte di Ponte Valleceppi, e proseguire verso Pretola attraverso la moderna passerella, oppure verso Ponte Felcino incontrando il &#8220;bosco didattico&#8221;, dove è davvero interessante sostare per ammirare le numerose specie di alberi e arbusti.</p>
<p>E poi andare a visitare la nuova struttura dell&#8217;Ostello della Gioventù ricavato dall&#8217;ottimo restauro dell&#8217;antico Palazzo Baldelli-Bombelli.</p>
<p>Proseguire attraverso il sentiero che costeggia il canale di adduzione all&#8217;ex-centrale del Lanificio di Ponte Felcino per arrivare alla vecchia chiusa di &#8220;Lippi&#8221; a Villa Pitignano.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-374" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/vivereilfiumetevere2.jpg" alt="" width="300" height="200" />IL SENTIERO CHE DA PONTE SAN GIOVANNI&#8230;</strong></p>
<p>Il sentiero che da Ponte San Giovanni arriva fino a Villa Pitignano (per poi proseguire un domani verso Ponte Pattoli) è certamente una delle realizzazioni più interessanti ed apprezzate dai cittadini della zona dei Ponti ma anche della città di Perugia (così come è emerso da rencenti sondaggi) perchè permette di avvicinarsi, senza pericoli,al fiume , e nello stesso tempo si offre la possibilità a chiunque di apprezzare la bellezza della vita del fiume:gli alberi, gli arbusti, i fiori, gli animali,&#8230; e allo stesso tempo è anche una &#8220;via alternativa&#8221; alla strada delle automobili!!!</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-375" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/artfiumetevere2.jpg" alt="" width="300" height="200" />C&#8217;E'ANCORA MOLTO DA FARE!!!</strong></p>
<p>C&#8217;è ancora molto da fare, soprattutto lungo gli argini dove in alcuni tratti la vegetazione è diventata soltanto un&#8217;esile testimonianza di quello che un tempo erano le &#8220;ripe&#8221; o i &#8220;patolli&#8221; del fiume.</p>
<p>In alcune zone addirittura gli alberi non ci sono più, ma una parete verticale che di anno in anno cede all&#8217;erosione.</p>
<p>Le questioni ancora irrisolte:</p>
<p><strong>1)</strong> Gestione e controllo della quantità delle acque del fiume Tevere.</p>
<p>Per la quantità dell&#8217;acqua abbiamo a che fare con l&#8217; ex- Ente Val di Chiana per la gestione della diga del Montedoglio: esiste o non esiste un disciplinare che regola il deflusso delle acque del fiume verso Città di Castello?</p>
<p>Ed anche con una regolamentazione degli attingimenti ad uso irriguo ancora troppo favorevole ad una agricoltura monoculturale.</p>
<p><strong>2)</strong> Per la qualità delle acque: anche se è stata attivata da alcuni anni un sistema di depurazione che interessa tutti i centri abitati attraversati dal fiume nel Comune di Perugia i risultati ancora sono parzialmente positivi; abbiamo a che fare con l&#8217;agenzia ARPA che sembra aver rallentato l&#8217;opera di controlo e verifica sullo stato di inquinamento di questo corso d&#8217;acqua.Come mai?</p>
<p><strong>3)</strong> La presenza all&#8217;interno di alcuni centri abitati di industrie ad alto rischio ambientale.</p>
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		<title>Il Parco del Montecucco</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[gubbio]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiata]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
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Dalle colline intorno a Gubbio, nell&#8217;Umbria settentrionale, la piramide calcare del Monte Cucco presenta un profilo all&#8217;orizzonte capace di trasmettere all&#8217;osservatore un senso di tranquilla solidità: La parte più elevata della montagna, a forma di grosso cono irregolare, si eleva da una bastionata di rilievi più bassi e arrotondati, che sembrano messi lì bell&#8217;apposta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-365 aligncenter" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Parco-Montecucco.jpg" alt="" width="450" height="255" /></p>
<p style="text-align: left">Dalle colline intorno a Gubbio, nell&#8217;Umbria settentrionale, la piramide calcare del Monte Cucco presenta un profilo all&#8217;orizzonte capace di trasmettere all&#8217;osservatore un senso di tranquilla solidità: La parte più elevata della montagna, a forma di grosso cono irregolare, si eleva da una bastionata di rilievi più bassi e arrotondati, che sembrano messi lì bell&#8217;apposta per prepararne lo slancio verso l&#8217;alto.</p>
<p>Nella sua porzione settentrionale e orientale, invece, questo massiccio sorprende mostrando un volto più severo e imponente, con pareti rocciose verticali e canyon profondi, incisi da corsi d&#8217;acqua che, limpidi e freschi, discendono a precipizio verso il fondovalle.</p>
<p>il più noto e spettacolare di tutti, il Rio Freddo, scorre in una forra scoscesa tra numerosi salti di&#8217;acqua e laghetti, scolpiti nella viva roccia</p>
<p>Questo paesaggio aspro e tormentato è espressione delle grandi forze che nel corso dei millenni sono entrate in gioco, lacerando la crosta terrestre e creando lentamente, per sollevamento, la catena appenninica così come noi oggi possiamo ammirarla. (&#8230;)</p>
<p>(&#8230;) Come in gran parte della catena appenninica, il clima fresco, le precipitazioni abbondanti e i suoli fertili creano condizioni ideali per lo sviluppo della foresta; i fianchi del Monte Cucco sono, infatti, ammantati di splendidi boschi che ne ricoprono una porzione consistente, dal piano basale fino quasi alla cima.</p>
<p>Pur avendo subito una riduzione marcata nel corso del tempo, i querceti misti, gli orno-ostrieti e le faggete del parco rappresentano ancora oggi un patrimonio di grande bellezza e valore naturalistico, e forniscono cibo e rifugio sicuro alle tante forme di vita che popolano questo angolo dell&#8217;Appennino. (&#8230;)</p>
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		<title>Ansa degli Ornari</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[corso del Tevere]]></category>

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		<description><![CDATA[Le trasformazioni del corso del Tevere
La mappa relativa alla Comunità di Ponte Valleceppi, redatta dal geom. Andrea Chiesa nel 1727, è attualmente conservata presso l&#8217;Archivio di Stato di Perugia. Dal confronto con i materiali cartografici dei secoli posteriori, si rilevano non poche diversità nell&#8217;assetto territoriale rispetto al &#8216;700: allora assai limitata era l&#8217;ampiezza dell&#8217;ansa formata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-361" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/AnsaDegliOrnari.jpg" alt="" width="345" height="230" />Le trasformazioni del corso del Tevere</strong></p>
<p>La mappa relativa alla Comunità di Ponte Valleceppi, redatta dal geom. Andrea Chiesa nel 1727, è attualmente conservata presso l&#8217;Archivio di Stato di Perugia. Dal confronto con i materiali cartografici dei secoli posteriori, si rilevano non poche diversità nell&#8217;assetto territoriale rispetto al &#8216;700: allora assai limitata era l&#8217;ampiezza dell&#8217;ansa formata dal Tevere nella zona detta &#8220;Gli Ornari&#8221; e il bosco, che oggi ne costituisce un importante elemento del paesaggio lungo la sponda destra del fiume, non era ancora presente.</p>
<p>In un primo momento si è pensato ad un errore del rilevatore, da verificare e correggere con le carte relative alle vicine zone abitate di Lidarno e Collestrada. Ricomposto il quadro d&#8217;unione del territorio, si è notato invece che, se di errore si trattava, le sue dimensioni apparivano trascurabili: il Tevere aveva un andamento molto diverso e l&#8217;Ansa degli Ornari era davvero più piccola di quanto osserviamo oggi.</p>
<p>Se non è stato possibile, per i motivi anzidetti, valutare con un&#8217;esatta misurazione lo spostamento del corso del fiume, tuttavia ragionevolmente si può supporre che la &#8220;migrazione&#8221; dell&#8217;alveo abbia avuto dimensioni valutabili attorno ad alcune centinaia di metri.</p>
<p>Probabilmente lo spostamento, in direzione sud-est, si produsse nell&#8217;arco di un secolo circa, ma vi sono buone ragioni per supporre che ancor prima del sec. XVIII il Tevere fosse protagonista di ripetute deviazioni. Infatti nella mappa di Ponte Valleceppi il Chiesa registrò un antico (?) argine, detto &#8220;Ripa Vecchia del Tevere&#8221;, dal quale si può facilmente dedurre che in precedenza l&#8217;ansa doveva iniziare all&#8217;altezza della zona denominata &#8220;Casciolino&#8221;, ossia ancora più a nord.</p>
<p>Ad avvalorare ulteriormente l&#8217;ipotesi delle divagazioni del Tevere nella stessa zona è una perizia ordinata dal Delegato Apostolico Mons. Ugo Spinola nel 1820 (Arc. di Stato di Perugia): vi si descrive l&#8217;ultimo avanzamento del fiume a danno dell&#8217;Ospedale di S. Maria della Misericordia, proprietario di terreni in sponda sinistra, e degli interventi approntati per rafforzare l&#8217;argine(passonate a pennello: gabbie di contenimento). Da quella data non si registreranno altre cospicue variazioni.</p>
<p><strong>Intorno l&#8217;anno 1820</strong></p>
<p>Proprio attorno a quegli anni si può far risalire i primo impianto del &#8220;Bosco degli Ornari&#8221; che borda l&#8217;intera sponda destra: un tentativo teso a controbilanciare le opere di protezione effettuate dall&#8217;altro lato, si cercò, cioè, di contenere gli impeti del fiume, consolidandone gli argini. Il bosco pare nascere a difesa dei terreni che il Tevere aveva &#8220;sottratto&#8221; ai proprietari della riva sinistra, quasi ad evitare una inversione di tendenza che le opere in atto sull&#8217;argine opposto potevano far temere.</p>
<p>Anche la presenza attuale delle cave di breccia e il ricordo dei laghetti interni all&#8217;Ansa degli Ornari non fanno che riproporre l&#8217;ipotesi di un alveo fluviale assai instabile e mutevole in posizione, larghezza e caratteristiche morfosedimentologiche.</p>
<p>A queste variazioni e divagazioni potrebbe anche essere legata la spiegazione dell&#8217;abbandono, nel XIV sec., del ponte di epoca romana e la costruzione di quello ancor oggi in uso.</p>
<p>Il ponte romano era stato eretto in pianura, là dove le alluvioni e gli straripamenti dovettero renderlo spesso inutilizzabile. Il manufatto realizzato successivamente in età medioevale, interessò il luogo dove il Tevere si trovava (e si trova tuttora) e lambire una collinetta di rocce arenarie; si garantiva così almeno un argine meglio difeso dall&#8217;erosione spondale. Nei pressi del nuovo ponte, lungo l&#8217;asse viario collegante Perugia alle Marche, si sviluppò il primo nucleo dell&#8217;abitato di Ponte Valleceppi.</p>
<p>Con questa breve nota si è inteso adombrare soltanto alcuni dei molti problemi interpretativi che la ricerca cartografica ha sollevato: in altri termini, da questa sono derivati molteplici spunti per tentativi di analisi sui contenuti componenti la complessa realtà territoriale della zona in questione &#8211; di antico popolamento e di vitale importanza.</p>
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		<title>Percorso Avventura &#8220;Il Barone Rampante&#8221;</title>
		<link>http://www.cittadeltevere.it/ambiente/percorso-avventura-il-barone-rampante/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[equipaggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cos&#8217;è un percorso avventura
E&#8217; un percorso integrato in aree boschive dove, tramite l&#8217;utilizzo di cavi, cordame e piattaforme sospese, ci si può spostare da un albero all&#8217;altro sotto il controllo degli istruttori.
Il percorso si compone di giochi sospesi e viene effettuato mediante equipaggiamento di sicurezza su vari livelli di difficoltà, per adulti e per bambini.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-356" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Percorso-Avventura.jpg" alt="" width="439" height="216" /></strong></em></p>
<p><em><strong>Cos&#8217;è un percorso avventura</strong></em></p>
<p>E&#8217; un percorso integrato in aree boschive dove, tramite l&#8217;utilizzo di cavi, cordame e piattaforme sospese, ci si può spostare da un albero all&#8217;altro sotto il controllo degli istruttori.</p>
<p>Il percorso si compone di giochi sospesi e viene effettuato mediante equipaggiamento di sicurezza su vari livelli di difficoltà, per adulti e per bambini.</p>
<p><em><strong>A chi è rivolto</strong></em></p>
<p>A tutti coloro che abbiano voglia di cimentarsi in percorsi fuori dall&#8217;ordinario con un pizzico di aventura a prescindere dalla prestanza e dalle abilità tecniche possedute. Durante lo svolgimento dei giochi vengono messe alla prova in particolare l&#8217;equilibrio e la capacità di concentrazione indipendenti dalle proprie possibilità fisiche.</p>
<p><em><strong>I giochi</strong></em></p>
<p>Equilibrio sulla fune</p>
<p>Passerella degli uccelli</p>
<p>Tronchi oscillanti</p>
<p>Ponte delle liane</p>
<p>Passerellla di tronchetti</p>
<p>Ponte tibetano</p>
<p>Teleferica</p>
<p>Tirolese</p>
<p>Equilibrio sulle staffe</p>
<address><strong>Per orari e giorni di apertura:</strong></address>
<address>A.S.D. TACCHE e SVASI climbin club<br />
www.taccheesvasi.it &#8211; info@taccheesvasi.it<br />
Cell.: 348.8540163 Carlo &#8211; 348.0346316 Fabrizio</address>
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		<title>La vecchia quercia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[
E così ci ha lasciato, per sempre un carissimo amico.
Un amico sempre disponibile ad accoglierti sia nei giorni con il sole che nei giorni di pioggia; protettivo, ma discreto; pronto a salutarti anche da lontano; era un punto di riferimento, era utile per orientarti.
Un amico saggio che ne aveva viste proprio di tutti i colori! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-349" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Vecchia-quercia1.jpg" alt="" width="506" height="200" /></p>
<p style="text-align: left">E così ci ha lasciato, per sempre un carissimo amico.</p>
<p>Un amico sempre disponibile ad accoglierti sia nei giorni con il sole che nei giorni di pioggia; protettivo, ma discreto; pronto a salutarti anche da lontano; era un punto di riferimento, era utile per orientarti.</p>
<p>Un amico saggio che ne aveva viste proprio di tutti i colori! Finché si è abbattuto a terra, lasciando intorno a sé un &#8220;vuoto&#8221; ed una grande tristezza.</p>
<p>Nulla faceva pensare ad una fine così vicina ed improvvisa!</p>
<p>Stiamo parlando della grande &#8220;quercia&#8221; di fronte alla piccola Chiesa di S. Angelo di Ponte Felcino.</p>
<p>Di lei ci rimane l&#8217;immagine stampata nel volume pubblicato dal Comune di Perugia: &#8220;Grandi alberi nella città, ricerca di Legambiente di Perugia&#8221;, anno 1994.</p>
<p>Le note del libro ci informano delle caratteristiche eccezionali di questo albero:</p>
<p>Roverella Quercus pubescens</p>
<p>Famiglia: Fagaceae</p>
<p>Età stimata: 200 anni</p>
<p>Altezza: metri 24</p>
<p>Circonferenza del tronco: metri 3,60</p>
<p>Diametro chioma: metri 23</p>
<p>Condizioni generali: buone.</p>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-348" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Vecchia-quercia21.jpg" alt="" width="267" height="200" />Tanto tempo fa&#8230;</div>
<div>
<p>Per renderci conto di come questo albero avrebbe avuto bisogno di ben altra considerazione e cura, vediamo l&#8217;attenzione che i popoli più antichi gli riservavano.</p>
<p>Per i greci la quercia era il re degli alberi e l&#8217;albero dei re: la ritenevano il primo albero apparso sulla terra, piantato da Zeus stesso. Addirittura, quando il padre degli dei voleva comunicare con i mortali, dava la sua voce alle querce del bosco sacro di Dodona in Epiro.<br />
Per non parlare dell&#8217;importanza che rivestiva dal punto di vista alimentare: sempre secondo i greci, prima di seminare il grano, prima quindi di entrare nella civiltà, c&#8217;era stato il tempo delle ghiande, quando l&#8217;uomo si cibava, come gli animali, dei frutti della quercia.<br />
Alla quercia veniva attribuita una tale importanza che la mitologia greca personificava ogni singola pianta: le Amadriadi, le ninfe dei boschi, prendevano vita con le querce e i pini, e ognuna di loro seguiva il destino del suo albero; Pan, dio delle ninfe, quando la quercia si ammalò, seguì il destino della pianta e morì con essa.</p>
<p>Anche per gli ebrei la quercia rivestiva un carattere sacro: Abramo ebbe la prima rivelazione della Trinità e ricevette l&#8217;annuncio della nascita del figlio Isacco (dal quale sarebbe derivata la discendenza ebraica) nel querceto di Mamre.</p>
<p>Al tempo dei romani, grandi foreste di querce popolavano l&#8217;Italia: lo storico Plinio riferisce di un esemplare gigantesco, molto più antico di Roma, che si ergeva sul colle Vaticano ed era venerato dai cittadini.</p>
<p>Anche per i popoli del Nord, la quercia era l&#8217;albero sacro: in Gallia e in Bretagna, i Druidi, sacerdoti dei celti, celebravano i loro riti nei boschi e le attribuivano poteri magici. Una grande festa accoglieva il ritorno del sole, dopo il Solstizio d&#8217;inverno, la notte più lunga: se fra i rami di una quercia si trovava un cespo di vischio, era considerato auspicio favorevole (il vischio infatti attecchisce su qualsiasi albero, ma solo di rado riesce a impiantarsi su una quercia).<br />
Quando ciò avveniva, il grande sacerdote dei Druidi recideva un ramo con un falcetto d&#8217;oro: le bacche erano segno di raccolti abbondanti, di ricche cacciagioni e, soprattutto, di nascite numerose. Da tale credenza, deriva la tradizione, tutta anglosassone, di scambiarsi un bacio sotto il vischio la notte di Capodanno.</p>
<p>In tempi molto più recenti, Jung vedeva nella quercia il simbolo dell&#8217;uomo che da &#8220;io&#8221; è diventato &#8220;sé&#8221;, ovvero si è individuato nella sua pienezza.<br />
In particolare, amava a tal punto una vecchia quercia che ergeva la solenne chioma davanti alla sua casa sul lago, tanto da paragonarvisi. I suoi biografi riferiscono che, come in un racconto epico, la notte in cui il grande studioso morì, un fulmine squarciò l&#8217;albero prediletto.</p>
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		<title>Un quaderno per ogni stagione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 14:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Tevere]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>
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Aprile 1985
Abbiamo deciso di imbarcarci in un’esperienza nuova: scrivere un quaderno per ogni stagione, un intero quaderno dedicato al fiume Tevere.
A qualcuno sembrerà un’idea a dir poco bizzarra, ma non lo è e ve ne accorgerete leggendo le altre paginette.
Il nostro obiettivo, il nostro programma, il nostro progetto, la nostra idea-guida è questa:
UNO, DIECI, CENTO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-full wp-image-302 aligncenter" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Disegno-Tevere.jpg" alt="" width="400" height="316" /></strong></p>
<p><strong>Aprile 1985</strong></p>
<p>Abbiamo deciso di imbarcarci in un’esperienza nuova: scrivere un quaderno per ogni stagione, un intero quaderno dedicato al fiume Tevere.</p>
<p>A qualcuno sembrerà un’idea a dir poco bizzarra, ma non lo è e ve ne accorgerete leggendo le altre paginette.</p>
<p>Il nostro obiettivo, il nostro programma, il nostro progetto, la nostra idea-guida è questa:</p>
<p><strong>UNO, DIECI, CENTO, MILLE COMITATI PER IL FIUME TEVERE.</strong></p>
<p>E questo quaderno sarà il nostro cervello e il nostro cuore.</p>
<p>Vorremmo veder moltiplicate le nostre parole, le nostre azioni, i nostri pensieri in difesa del fiume Tevere. E questo quaderno lo useremo come una lancia, come una freccia.</p>
<p>Far crescere e far maturare una coscienza ecologica non è cosa semplice, non è cosa facile, non è cosa immediata. E questo quaderno dovrà essere uno strumento utile, adeguato alle nostre idee e alle nostre lotte.</p>
<p>Infine vogliamo ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che ci sono stati d’aiuto nel realizzare questo quaderno “il Tevere” ma soprattutto il prof. Giampaolo Moretti che ci ha seguiti, indirizzati con tanta passione, fiducia e simpatia, a lui un grazie di cuore da tutto il Comitato di iniziativa popolare per il fiume Tevere.<br />
<em>C.I.P. Tevere (Comitato di iniziativa popolare per il fiume Tevere)</em></p>
<p>Chi è interessato a ricevere uno o più fascicoli del quaderno &#8220;Il Tevere&#8221;, può farne richiesta scrivendo a: <a href="info@cittadeltevere.it">info@cittadeltevere.it</a></p>
<p><a title="APRILE 1985" href="http://www.cittadeltevere.it/aprile-1985/">APRILE 1985</a></p>
<p><a title="SETTEMBRE 1985" href="http://www.cittadeltevere.it/settembre-1985/">SETTEMBRE 1985</a></p>
<p><a title="GENNAIO / MARZO 1986" href="http://www.cittadeltevere.it/gennaio-marzo-1986/">GENNAIO / MARZO 1986</a></p>
<p><a title="LUGLIO / SETTEMBRE 1986" href="http://www.cittadeltevere.it/luglio-settembre-1986/">LUGLIO / SETTEMBRE 1986</a></p>
<p><a title="GENNAIO / MARZO 1987" href="http://www.cittadeltevere.it/gennaio-marzo-1987/">GENNAIO / MARZO 1987</a></p>
<p><a title="LUGLIO / SETTEMBRE 1987" href="http://www.cittadeltevere.it/luglio-settembre-1987/">LUGLIO / SETTEMBRE 1987</a></p>
<p><a title="MAGGIO / SETTEMBRE 1988" href="http://www.cittadeltevere.it/maggio-settembre-1988/">MAGGIO / SETTEMBRE 1988</a></p>
<p><a title="MAGGIO / LUGLIO 1990" href="http://www.cittadeltevere.it/maggio-luglio-1990/">MAGGIO / LUGLIO 1990</a></p>
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		<title>E tu di che albero sei?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 14:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>

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		<description><![CDATA[UN ALBERO PER DIRTI CHI SEI
articolo tratto da &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; n. 23/2006
Un test usato dagli psicologi per interpretare la personalità, aiuta a capirsi meglio. E anche a &#8220;giocare&#8221; in famiglia.
Prima di cominciare a leggere, prendete un foglio e disegnate un albero. Non chiedete altre istruzioni, altrimenti potreste essere influenzati nel vostro compito, che deve essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-295 alignleft" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/Albero.jpg" alt="" width="350" height="413" />UN ALBERO PER DIRTI CHI SEI</strong><br />
<em>articolo tratto da &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; n. 23/2006</em></p>
<p>Un test usato dagli psicologi per interpretare la personalità, aiuta a capirsi meglio. E anche a &#8220;giocare&#8221; in famiglia.</p>
<p>Prima di cominciare a leggere, prendete un foglio e disegnate un albero. Non chiedete altre istruzioni, altrimenti potreste essere influenzati nel vostro compito, che deve essere il più spontaneo possibile. Anzi, già che ci siete, fate disegnare anche parenti e amici, che vale la pena di conoscere sempre meglio.</p>
<p><em><strong>Fatto?</strong></em></p>
<p>Ora potete sapere che ogni dettaglio ha un significato preciso, per cui non sfuggirete ad una rigida classificazione.</p>
<p><em>Radici intricate?</em> Avete avuto un’educazione non del tutto coerente, con conseguente difficoltà a stabilire amicizie.</p>
<p><em>Disegno nell’angolo sinistro in alto?</em> Siete attaccatti alle tradizioni e ai valori culturali.</p>
<p><em>Niente radici?</em> Soffrite d’instabilità emotiva, problema che condividete con chi disegna un tronco esile, mentre chi sceglie un modello di abete di Natale vive una parte importante dell’esistenza all’interno della famiglia, di cui assapora i valori e la tradizione come fonte di sicurezza e stabilità.</p>
<p>Come spesso accade in questi casi, anche nei test proposti da Evi Crotti, psicologa e pedagogista, nella guida Oscar Mondadori, E tu di che albero sei?, troverete congruenze ma anche sorprese. Cercare di interpretare la personalità attraverso il disegno, comunque, potrebbe risultare un simpatico modo di “giocare” in famiglia.</p>
<p><strong>Posizione:</strong> se l’albero è disegnato al centro del foglio. L’Io della persona gode di una sana armonia generale, che gli permette un buo adattamentoalle situazioni e spontaneità nelle relazioni.</p>
<p><strong>Radici:</strong> se sono sprofondate in maniera vistosa nel terreno, testimoniano un forte vincolo emotivo con la madre.</p>
<p><strong>Chioma:</strong> se è a festoni circolari, racconta una persona di carattere socievole e che dimostra un buon autocontrollo.</p>
<p><strong>Foglie:</strong> se vengono delineate minuziosamente, indicano una natura socialmente dinamica, pronta a dare il meglio di sé.</p>
<p><strong>Uccellini:</strong> rappresentano sempre la nostalgia della propria infanzia.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-296" src="http://www.cittadeltevere.it/wp-content/uploads/2010/04/NaturadelMondo.jpg" alt="" width="255" height="500" />LA NATURA DEL MONDO IN PAGINA</strong></p>
<p>La natura ha conquistato da tempo le pagine dei libri per bambini, da quelli con suggestive illustrazioni, come La voce della foresta (Motta), da cui sono tratti i disegni di Amélie Jackowski di queste pagine, ai pop-up più sofisticati e ricchi, tra cui spicca Il grande libro delle piante del mondo (Mondadori), con tante alette da sollevare.</p>
<p>E’ “verde” anche la narrativa: Nella giugna di Sandokan (Gallucci), scritto e illustrato dall’appassinante Fulco Pratesi; L’invasione delle patate giganti (Mondadori), raccontato da Davi Baldacci, al suo primo libro per ragazzi; e La mia vita tra i gorilla (Editoriale scienza), con l’entusiasmante storia di Dian Fossey.</p>
<p>Del tutto particolare infine, è il libro della (Eri) legato alla trasmissione Eppur si muove di Raidue, un cammeo di bella televisione per i ragazzi, inventata e gestita con maestria da Sergio e Francesco Manfio.</p>
<p>Qui gli animali aiutano a scoprire come è possibile inventare, da cima a fondo, un cartone animato.</p>
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