Il Fiume Tevere come risorsa del territorio
Categoria: Ambiente
E’ stata un pò una scommessa fin dal primo momento, perchè portare al centro di una prassi amministrativa un argomento come il fiume Tevere non era una cosa di poco conto e nemmeno una storia dall’esito scontato.
Per capire quanto sia difficile far camminare un modello di governo del territorio appena-appena più attento ai temi ambientali basti ricordare che è del 27.12.’84 il primo atto pubblico in cui veniva apertamente citato il fiume Tevere ,come soggetto intorno al quale individuare priorità di intervento per arrestare il suo degrado e lentamente il suo annullamento come valore – entità del paesaggio, risorsa del territorio.
Da allora abbiamo assistito a scelte ed iniziative da “piccoli passi”, dietro sollecitazioni ed attenzioni dell’opinione pubblica:
- il risanamento di numerosi punti discarica,
- il recupero e restauro di antichi tracciati-sentieri lungo il fiume Tevere,
- la realizzazione di impianti per la depurazione dei reflui urbani,
- il recupero di alcune emergenze architettoniche di grande valore.
SEGUENDO I SENTIERI…
Così permette al visitatore attento, di accorgersi di attraversare una porzione di territorio davvero interessante:si va dal complesso del “vecchio mulino” di Ponte San Giovanni al nuovo ponte, si costeggia l’ansa degli Ornari per arrivare alle bellissime arcate del ponte di Ponte Valleceppi, e proseguire verso Pretola attraverso la moderna passerella, oppure verso Ponte Felcino incontrando il “bosco didattico”, dove è davvero interessante sostare per ammirare le numerose specie di alberi e arbusti.
E poi andare a visitare la nuova struttura dell’Ostello della Gioventù ricavato dall’ottimo restauro dell’antico Palazzo Baldelli-Bombelli.
Proseguire attraverso il sentiero che costeggia il canale di adduzione all’ex-centrale del Lanificio di Ponte Felcino per arrivare alla vecchia chiusa di “Lippi” a Villa Pitignano.
IL SENTIERO CHE DA PONTE SAN GIOVANNI…
Il sentiero che da Ponte San Giovanni arriva fino a Villa Pitignano (per poi proseguire un domani verso Ponte Pattoli) è certamente una delle realizzazioni più interessanti ed apprezzate dai cittadini della zona dei Ponti ma anche della città di Perugia (così come è emerso da rencenti sondaggi) perchè permette di avvicinarsi, senza pericoli,al fiume , e nello stesso tempo si offre la possibilità a chiunque di apprezzare la bellezza della vita del fiume:gli alberi, gli arbusti, i fiori, gli animali,… e allo stesso tempo è anche una “via alternativa” alla strada delle automobili!!!
C’E'ANCORA MOLTO DA FARE!!!
C’è ancora molto da fare, soprattutto lungo gli argini dove in alcuni tratti la vegetazione è diventata soltanto un’esile testimonianza di quello che un tempo erano le “ripe” o i “patolli” del fiume.
In alcune zone addirittura gli alberi non ci sono più, ma una parete verticale che di anno in anno cede all’erosione.
Le questioni ancora irrisolte:
1) Gestione e controllo della quantità delle acque del fiume Tevere.
Per la quantità dell’acqua abbiamo a che fare con l’ ex- Ente Val di Chiana per la gestione della diga del Montedoglio: esiste o non esiste un disciplinare che regola il deflusso delle acque del fiume verso Città di Castello?
Ed anche con una regolamentazione degli attingimenti ad uso irriguo ancora troppo favorevole ad una agricoltura monoculturale.
2) Per la qualità delle acque: anche se è stata attivata da alcuni anni un sistema di depurazione che interessa tutti i centri abitati attraversati dal fiume nel Comune di Perugia i risultati ancora sono parzialmente positivi; abbiamo a che fare con l’agenzia ARPA che sembra aver rallentato l’opera di controlo e verifica sullo stato di inquinamento di questo corso d’acqua.Come mai?
3) La presenza all’interno di alcuni centri abitati di industrie ad alto rischio ambientale.
